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Lucca

Picchia l’anziano che fa apprezzamenti alla figlia

Picchia l’anziano che fa apprezzamenti alla figlia

Arrestato dai carabinieri un manovale dopo un pomeriggio di violenza in un’officina meccanica: notte in cella, poi il patteggiamento a sei mesi

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LUCCA. Un apprezzamento sulla figlia gli fa scattare la rabbia. Due, forse tre pugni in pieno volto a un anziano che cade, sbatte contro un muro e contro alcuni scaffali e resta a terra sanguinante.

Per questa “resa dei conti” i carabinieri di Borgo Giannotti e Pieve di Compito arrestano un cittadino albanese di 58 anni, Engiell Ndokaj, ieri processato per direttissima. Difeso dall’avvocato Veronica Nelli ottiene il patteggiamento a 6 mesi (pena sospesa) e dopo una notte in cella di sicurezza può tornare a casa. A riflettere su un pomeriggio di violenza all’interno di un’officina meccanica di San Leonardo in Treponzio dove l’albanese (incensurato, manovale, in Italia da anni) abita. A poche centinaia di metri da lui vive un impresario edile di 73 anni. I due si conoscono da tempo, ufficialmente hanno buoni rapporti. Si incontrano nell’officina e si mettono a parlare. Tutto tranquillo fino a quando - secondo la ricostruzione fornita dal capitano Lorenzo Angioni - arriva una parola di troppo. O meglio, una frase di troppo pronunciata dall’anziano. Che, forse con l’intenzione di fare un complimento, dice in sostanza: se tua figlia fosse più grande e io più giovane la sposerei. Ndokaj si arrabbia. Chiede spiegazioni. Poi - sempre secondo le imputazioni - sferra alcuni pugni sul volto dell’impresario, che barcolla e cade. Ha gli occhi pesti, una ferita all’orecchio destro, perde sangue.

Viene avvertito il 118 e l’ambulanza arriva a San Leonardo in Treponzio. L’anziano ha vomitato e questo particolare allarma i soccorritori che non perdono tempo e lo trasferiscono con la massima urgenza al pronto soccorso del Campo di Marte.

I medici decidono per il ricovero ed emettono una prognosi di 40 giorni dopo aver riscontrato un trauma cranico fratturativo e anche la frattura di una vertebra.

Avvertiti dal proprietario dell’officina, piombano a San Leonardo in Treponzio i carabinieri delle due stazioni che si mettono alla ricerca di testimoni e fermano il manovale. Che appare provato e dispiaciuto e si giustifica. Dice che era stato l’altro ad alzare le mani per primo e di essersi protetto, ma che poi l’anziano era caduto malamente. Il referto dell’ospedale e il volto tumefatto dell’imprenditore, però, bastano e avanzano ai carabinieri per procedere in tarda serata all’arresto dopo una lunga serie di accertamenti coordinati dal maresciallo Carlo Zingale. L’episodio avviene intorno alle 18 e fino alle 3,30 del mattino i militari dell’Arma lavorano al caso. Ieri la direttissima in tribunale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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