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Pescaglia, non si può fermare ora l’iter per l’unificazione con Borgo
L’assessore comunale Mauro Santini ritiene che vada fatto il referendum già stabilito per ottobre «È la scelta migliore per capire cosa davvero pensano della fusione i cittadini interessati»
PESCAGLIA. «La fusione dei comuni di Pescaglia e Borgo a Mozzano avrebbe garantito maggiori servizi ai cittadini». Ad affermarlo è Mauro Santini, assessore comunale a Pescaglia e consigliere provinciale di opposizione. A suo avviso però adesso è «impossibile fermare l’iter avviato dalla Regione per la fusione dei due comuni e quindi dovrà essere fatto il referendum a ottobre».
Non crede, assessore Santini, che organizzare il referendum sia ormai inutile, vista la contrarietà del consiglio comunale di Pescaglia?
«Ritengo sia sempre importante sentire cosa ne pensano i cittadini e il referendum è la strada migliore. Non è vero che nel nostro territorio tutti sono contrari alla fusione: ci sono diversi cittadini soprattutto della Val Pedogna che sono a favore. L’importante è che i servizi siano garantiti a tutti e siano molto più efficienti di come sono attualmente».
A cosa si riferisce in particolare?
«Recentemente ho chiesto al comandante dei vigili di Pescaglia se potevano pattugliare maggiormente il territorio in questo periodo estivo. Mi ha risposto che vorrebbe ma è impossibile dal momento che abbiamo solamente due vigili. Certamente con la fusione il numero dei vigili sarebbe aumentato e quindi anche i pattugliamenti. La fusione certamente non è la soluzione a tutti i problemi, ma può aiutare».
Cosa risponde alla minoranza che l’accusa di non essere stato presente alla seduta di sabato mattina proprio per il disaccordo con il sindaco Lando Baldassari?
«Ho ricevuto l’avviso di convocazione del Consiglio con poco anticipo e avevo già programmato un viaggio. Mi dispiace però che in queste settimane ci siano stati attacchi personali alla figura del sindaco, arrivando anche ad accusarlo di essere il responsabile della svendita del nostro comune. All’opposizione andrebbe chiesto come mai va in controtendenza rispetto alle decisioni della Regione che vuole le fusioni dei comuni. Entrambi appartengono alla stessa area politica, il Pd, ma hanno idee diverse e, non dando la possibilità di effettuare il referendum, si dimostrano poco democratici».
Quindi qual è a suo avviso la strada che dovrà essere seguita adesso?
«Il Comune di Pescaglia ha inviato alla Regione tutti gli atti necessari con i quali in pratica chiede la revoca della legge regionale di fusione con Borgo a Mozzano. Aspettiamo la risposta di Firenze. A mio avviso però non si può tornare indietro e il referendum andrà fatto. Invece di votare sabato mattina la revoca, in queste settimane dovevano essere organizzati degli incontri con la popolazione nelle varie frazioni e a settembre, alla luce di quanto sarebbe emerso, trarne le conseguenze».
Come consigliere provinciale come la pensa sulle fusioni dei comuni?
«Nella nuova entità che si andrà a creare a Lucca che dovrà sostituire la Provincia attuale, avremmo la rappresentanza maggiore della Versilia dove ci sono comuni con più di 15mila abitanti, che invieranno tutti un loro rappresentante. Da noi invece, dove abbiamo comuni più piccoli, avremmo solo come rappresentanti i due presidenti delle due Unioni dei Comuni, quella della Media Valle e quella della Garfagnana. Sarebbe a mio avviso necessario anche per questo creare un comune più grande».
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