Il presidio
Gestione delle farmacie, la maggioranza si spacca
CAPANNORI. Le due farmacie comunali di Capannori saranno date in gestione a privati, ma la delibera approvata dal consiglio comunale, che avvia l’iter, spacca la maggioranza e passa solo grazie ai...
CAPANNORI. Le due farmacie comunali di Capannori saranno date in gestione a privati, ma la delibera approvata dal consiglio comunale, che avvia l’iter, spacca la maggioranza e passa solo grazie ai voti dell’opposizione (Udc e Pdl), in una seduta con l’assemblea ridotta ai minimi termini (moltissimi i consiglieri assenti). Nel centrosinistra, hanno espresso voto contrario Silvana Pisani, Alessio Cecchini, Alberto Paradisi, Mario Matteucci, Loris Banducci e Romano Raffanti. L’assessore Maurizio Vellutini ha sottolineato come la necessità di rivedere l’attuale modalità di gestione delle farmacie comunali dipenda dai mutamenti normativi e del cambiamento del mercato, sempre più esigente ed imprenditoriale. «Il Comune rimarrà proprietario delle due farmacie comunali e manterrà anche il potere di indirizzo e di controllo della gestione, ma trasferirà il rischio di impresa a soggetti terzi, beneficiando di un canone annuo», A favore del cambiamento della forma di gestione si sono espressi il capogruppo del Pd Guido Angelini e Claudio Giampaoli, che hanno evidenziato che ciò che conta non è tanto la forma di gestione bensì la garanzia del servizio. Tra i contrari, Alessio Cecchini (gruppo misto) e Romano Raffanti (Pd). Raffanti ha sottolineato che, in passato, il centrosinistra capannorese si era più volte opposto all’esternalizzazione del servizio. «Se già una farmacia non rendeva, perché aprirne un’altra? Non sarebbe stato meglio concentrarsi su quella di Capannori per fornire servizio pubblico di buon livello e un bilancio almeno in pareggio?». Alessio Cecchini si è soffermato su alcuni aspetti normativi e ha bollato l’avvio dell’iter come una rinuncia precoce a un servizio importante. «Non sono passati neanche due anni da quando il Comune ha esercitato il diritto di prelazione e aprire la seconda farmacia che già decide di esternalizzare, senza fornire dati certi, senza una relazione. Inoltre, è stato scelto lo strumento della concessione, che non è uno di quelli previsti dalla normativa. Che futuro aspetta ai dipendenti? Se il tavolo con il privato fallirà, l’amministrazione che posto di lavoro potrà offrire loro e a che costo?». Gino Malfatti, presidente della Capannori Servizi che fino a questo momento ha gestito le farmacie comunali, prende atto della volontà del socio di maggioranza. «L’iter è all’inizio, vedremo come proseguirà. Nel primo semestre del 2012 le farmacie non sono andate tanto bene, e poi abbiamo proseguito con piccole perdite e con piccoli utili. Con le farmacie a un privato, potrebbe essere più semplice gestire la Capannori Servizi (a livello economico), allo stesso tempo beneficiando dell’affitto».
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