Il presidio
Elettrosmog, bocciato il piano
Contestate le competenze dell’estensore e le proposte suggerite
LUCCA. Bocciato il nuovo piano antielettrosmog presentato dall'assessore all'ambiente Giuseppe Pellegrini.
«La proposta dell'eventuale nuovo regolamento – dice il comitato – risulta molto approssimativa e quindi non rispettosa, semplificata nei siti sensibili e con una totale mancanza di attenzione verso la minimizzazione dell'impatto delle onde elettromagnetiche sulla salute a lunga scadenza dei cittadini. L'attuale proposta definisce una distanza del tutto insufficiente di 50 metri dai siti sensibili e non facendo nemmeno riferimento alla direzione dei lobi di emissione delle onde elettromagnetiche. Con l'adozione eventuale del regolamento proposto, risulterebbe distrutto il regolamento attuale, frutto degli accordi tra amministrazione comunale con la popolazione. Da una prima lettura del progetto, sembrerebbe che la consulenza per il nuovo regolamento per l'individuazione dell'ubicazione delle nuove antenne, sia stata affidata al prof. di architettura dell'Università di Firenze Gianfranco Cellai, privo di competenza specifica nel campo tecnico-sanitario».
Il comitato nota che il nuovo percorso «individuerebbe i siti preferenziali in modo definitivo, senza cioè lasciare nessun margine per ottimizzare l'ubicazione delle antenne, e forse non tenendo conto dell'osservazione dei cittadini e dei comitati; il precedente studio prevedeva giustamente siti preferenziali entro alcune centinaia di metri per avere a disposizione un margine di sicurezza sulla scelta definitiva da fare. Si evidenzia inoltre che l'attuale indagine per l'ottimizzazione delle nuove antenne, risulta carente sullo stato attuale del livello di emissioni di onde elettromagnetiche sul territorio comunale. L'aspetto più negativo di questo studio, risulta il presentare il livello di emissione di 6 V/m come un valore rispettoso del principio di precauzione: questo valore per il nostro territorio è altissimo e riscontrabile esclusivamente nelle immediate vicinanze delle antenne più potenti, localizzate peraltro attualmente al di fuori dei centri abitati e in zone a bassa densità di popolazione.
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