Il presidio
Bagni di Lucca, prove di isola pedonale
Cresce il partito dei favorevoli allo stop alle auto che adesso entra in vigore soltanto il giovedì e il venerdì sera
BAGNI DI LUCCA. L’isola pedonale nel centro di Bagni di Lucca capoluogo s’ha da fare oppure no? Questo il dilemma che da tempo vede protagonisti gruppi misti di commercianti e residenti, sostenitori delle due diverse posizioni. Al centro, l’amministrazione comunale che si trova sovente a dover esprimere un parere: accontentare i difensori dell’isola e continuare ad autorizzare la chiusura della strada (incrementando anche ulteriormente, come vorrebbe qualcuno, il tempo riservato allo stop del traffico nella via principale), pensare ad una soluzione alternativa al blocco degli autoveicoli o proporre un punto d’incontro tra le differenti linee di pensiero?
«Attualmente – spiegano in paese –, una parte di Via Umberto I è interdetta alle auto nelle serate di giovedì e venerdì, dalle 19.30 a mezzanotte. Viene chiuso il tratto che dal distributore di benzina arriva fino a Piazza del Mercato ma le vetture possono compiere un percorso alternativo attraverso Via Evangelina Whipple, la strada delle scuderie che passa nei pressi di Villa Ada».
Tra i favorevoli allo stop del traffico il Ristorante del Sonno, l’Antico Caffè, il negozio di Parrucchieri Sagàr, un gruppo di cittadini e tanti turisti. «Moltissime città hanno da anni inibito il transito agli autoveicoli nei loro centri storici – esordisce Ilario Cassai, gestore del Ristornate Del Sonno – magari lasciando la possibilità di spostarsi con la vetture solo al mattino, fino alle 10, per consentire la consegna delle merci. Penso a Montepulciano, a Camaiore, a Via Fillungo a Lucca. Qui potrebbe essere lo stesso: Bagni di Lucca ha infatti delle grandi potenzialità e tutti dovrebbero rendersene conto». Chiudendo la via principale al traffico veicolare, prosegue Cassai, «si otterrebbe un forte incremento del commercio. Le persone potrebbero attraversare passeggiando il centro cittadino, fermarsi a guardare le vetrine con calma, sostare nei bar in pace. Un po’ come il principio che sta alla base dei centri commerciali. Noi qui ne abbiamo proprio uno, bellissimo e soprattutto all’aperto. Il 90 per cento dei nostri clienti è inoltre straniero e adora la tranquillità. Proviamo ad offrire loro una nuova Bagni di Lucca». Cassai si sofferma anche sul tema della sicurezza: «In Via Umberto I sfrecciano auto e moto a grande velocità con seri pericoli per tutti, soprattutto per i bambini. Interdire il traffico potrebbe essere vantaggioso anche in questo senso». Molti italiani, afferma il gestore del ristorante, «sono sfortunatamente troppo legati all’uso dell’auto, ma si sta sviluppando una consapevolezza diversa e in tanti iniziano ad apprezzare lo spostarsi a piedi o in bicicletta. Perché non cercare di assecondare questa tendenza? Da anni chiudiamo la strada alcune sere a settimana – conclude Ilario – e in concomitanza con lo stop al traffico abbiamo anche organizzato serate interessanti: sono venuti a suonare Paolo Nutini, Colin Vearncombe, Tom McRae e Kathryn Williams. Sono convinto che dovremmo passare a qualcosa di più: vogliamo fare di Bagni di Lucca una vera città turistica? Facciamo una prova: inibiamo il traffico ogni giorno dalle 11.00 a mezzanotte». Sostenitori dell’isola pedonale limitatamente a due sere a settimana il Bar del Sonno e il negozio di Parrucchieri Sagàr: «Credo nell’importanza dell’isola pedonale ma fatta con criterio – dice Daniel Citti, gestore del Centro d’Acconciature – e sono convinto che serva un progetto di base. Sarebbe bello se l’isola abbracciasse Via Umberto I almeno fino al Comune ma vorrei che si strutturasse in concomitanza con delle manifestazioni». «Sono favorevole a proseguire con le due serate stabilite – conclude Raffaele Pieri titolare del Bar –. L’isola pedonale favorisce senza dubbio l’afflusso di famiglie con bambini e di turisti. È un’iniziativa interessante che deve poter continuare. Meglio sarebbe riuscire ad abbinarci eventi così da richiamare sempre più gente e riuscire ad offrire qualcosa di più». Che il rilancio di Bagni di Lucca possa partire da qui?
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