Svaligiata la casa di un avvocato, ingenti i danni
Stanze devastate, smurata la cassetta di sicurezza «Ci hanno portato via tutto, qui non si vive più»
LUCCA. Quando è rincasato con la moglie ha avuto un tuffo al cuore. I ladri - una banda ben organizzata - aveva fatto razzìa e provocato danneggiamenti ingenti agli infissi e a una parete per smurare una cassetta di sicurezza e portare via ricordi di famiglia, oggetti preziosi, oro, catenine.
Il bottino è ingente, anche se un inventario preciso deve ancora essere fatto. E nel conto devono essere aggiunti le spese per fare le necessarie riparazioni.
La vittima dell’ennesimo furto è un giovane avvocato civilista che abita in periferia e che chiede l’anonimato.
Teme che i malviventi possano tornare a colpirlo, è sconvolto, come la moglie gli altri familiari.
Il raid è avvenuto nella notte tra domenica e lunedì. C’è anche un’ora approssimativa, ma che sembra abbastanza certa: intorno all’1,30, quando alcuni vicini hanno notato un furgone bianco con una persona a bordo posteggiato davanti al cancello di ingresso. Al posto di guida c’era un uomo.
«Siamo sotto choc - spiega il legale - e sono spaventato dal fatto che a pochi centinaia di metri dalle Mura, quindi non in un posto isolato, possano avvenire episodi del genere. Nella zona dove abitiamo eravamo forse l’ultima famiglia ancora indenne da furti: gente che vive qui vicino ha subito anche due colpi».
I ladri sono entrati in azione forzando una porta con persiana e poi hanno avuto ragione di una porta blindata con vetro antisfondamento.
Gente decisa a tutto, determinata, attrezzata, che si era portata dietro - così risulta dalle indagini della polizia - attrezzi da veri specialisti dello scasso.
«Una volta avuta via libera - racconta l’avvocato - hanno messo tutto a soqquadro. La scena che mia moglie e io lunedì mattina ci siamo trovati di fronte è stata terribile. I ladri non hanno avuto rispetto di niente, hanno aperto e svuotato i cassetti, anche quelli del mio studio dove si sono messi a frugare tra i miei incartamenti. Hanno rovistato nelle camere da letto, spalancato gli armadi e rubato persino due borse di mia moglie. Gli abiti non so, devo ancora ultimare l’inventario. Ma entrare ora in casa mi provoca un profondo dolore, un senso di rabbia e di impotenza. Quando la privacy viene violata in maniera così violenta ci sente inermi e cresce lo sconcerto: perché accadono questi episodi? Perché Lucca è così vulnerabile? Siamo la provincia con il più alto tasso di furti nelle abitazioni e non si può andare avanti così. Sono preoccupato e allarmato».
Per smurare la cassetta di sicurezza è stato usato un sistema che indica l’azione di veri professionisti pronti a tutto.
«I malviventi - spiega l’avvocato - hanno anche gettato acqua bollente sulla parete per ammorbidirla e evitare che venisse fatta troppa polvere. Non hanno lasciato impronte perché avevano i guanti e inoltre calzavano scarpe da antinfortunistica. Dei professionisti. Che hanno anche cercato di rubare l’auto di mia moglie. Secondo me non sono riusciti, chissà per quale motivo, a entrare col furgone nel vialetto di ingresso. Se ce l’avessero fatta, non avremmo più trovato nulla in casa».
Duccio Casini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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