Il Tirreno

Lucca

Unione Borgo-Pescaglia Ok dal consiglio regionale

di Luca Meconi
Unione Borgo-Pescaglia Ok dal consiglio regionale

Ora la parola passerà ai cittadini che a ottobre si esprimeranno in un referendum Ma c’è chi parla di «fusione a freddo» e di possibili «guerre di campanile»

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BORGO A MOZZANO. Il consiglio regionale ha dato il suo ok al progetto di fusione fra i Comuni di Borgo a Mozzano e Pescaglia, che era stato lanciato dalle rispettive assise comunali pochi giorni or sono. Ora saranno i cittadini a dare l’imprimatur, con un referendum che dovrebbe tenersi il 5 ottobre.

Si tratta, tuttavia, di una fusione che continua a far discutere. Ad intervenire è Giovanni Alberigi, ex presidente della Misericordia di Corsagna, che afferma: «In entrambi i comuni stanno per iniziare degli incontri con la popolazione che vedranno gli attuali amministratori di Pescaglia e Borgo a Mozzano confrontarsi con tutta la cittadinanza. Saranno proprio i cittadini a ottobre, col referendum, ad avere l’ultima parola sulla fusione. Il percorso delle fusioni tra i Comuni è un percorso promosso e incentivato in primis dalla Regione Toscana con una specifica legge. Negli ultimi giorni è forte nei due comuni il dibattito sui pro e i contro di questa operazione. È indubbio che ad oggi la gestione delle amministrazioni comunali sia troppo costosa, ma ritengo che accorpando i Comuni, i quali se pur facenti parte dello stesso territorio hanno comunque realtà diverse, si rischi una “guerra fra campanili” e si andrebbero a distruggere i processi associativi già in atto sul territorio oltre a sradicare la storia di ogni singolo Comune. Questi piccoli comuni sono un patrimonio identitario e un presidio fondamentale per le nostre comunità. Non “fusione dei comuni” quindi ma “unione dei servizi” gestiti con più attenzione e attenta programmazione da parte dell’unione dei Comuni che già esiste sul territorio.

«La differenza non è nominale. Ritengo – continua Alberigi - che dar vita ad un accorpamento dei servizi, conservando comunque per ogni comune la propria individualità, sarebbe l’unica maniera per poter risparmiare. Non è tagliando qualche assessore che si abbassano i costi, ma se i comuni riuscissero a gestire insieme macroservizi come: ragioneria, contabilità, bilancio, servizi sociali, urbanistica, trasporti, commercio e terziario si potrebbe avere un vero risparmio. Io non mi fiderei troppo dell’incentivo promesso dalla Regione Toscana, non vorrei che alla fine del percorso i Comuni fossero lasciati soli fra mille difficoltà derivanti da una fusione “a freddo” difficile da gestire. Inoltre la scelta di fusione dei due comuni ci da pensare che dietro al risparmio si nasconda l’idea di poter ricandidare alcuni sindaci che avrebbero finito il mandato e non potrebbero più riproporsi».

Nella stessa seduta il consiglio regionale ha anche approvato la legge che istituisce il nuovo Comune di Fabbriche di Vergemoli.

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