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Lucca

Italia Nostra dichiara guerra ai gazebo: «Sono stanze in strada»

Italia Nostra dichiara guerra ai gazebo: «Sono stanze in strada»

L’associazione chiede anche di fissare regole relative alle sedute. «Va stabilito prima dove sono ammesse e dove no»

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No ai gazebo su tutta la linea, in particolare se chiusi. Ugualmente no al modello proposto dalla bozza di revisione del regolamento sul commercio che prevede dehor con pareti laterali e ombrelli a copertura che lasciano solo venti centimetri di apertura: spazi da poter in questo modo rinfrescare d’estate e riscaldare d’inverno, nella fattispecie ampliamenti dei locali fruibili per tutto il corso dell’anno.

«Le sedute all’aperto non possono essere stanze ricavate nelle piazze e nelle strade - sentenzia drastico il presidente della sezione lucchese di Italia Nostra Roberto Mannocci - basta con l’ipocrisia. A nostro avviso, le uniche sedute consentite sono quelle all’aperto, dotate di solo ombrello, utilizzabili quindi quando il meteo lo consente».

L’avversione ai gazebo, per Italia Nostra, è una connotazione pressoché “storica”.

Già nel documento presentato alla giunta Favilla nel 2009, e riproposto alla giunta Tambellini subito dopo il suo insediamento, l’associazione afferma che «la tipologia del gazebo chiuso e di fatto perenne è da rigettare», per una serie di motivi che poi spiega in modo dettagliato.

Non è accettabile perché «incompatibile con il valore dei connotati formali, la struttura, l’articolazione e le dimensioni degli spazi della città storica. Perché verso questa tipologia, che costituisce una moltiplicazione dello spazio commerciale, stabile e sempre disponibile, saranno spinte a orientarsi le scelte degli operatori, con una pressione che l’amministrazione non sarà in grado di governare. Perché favorirà la nascita di punti di ristoro quasi o del tutto privi di spazio interno, che affidano le proprie sorti economiche solo ed esclusivamente all’utilizzo delle strutture esterne che risulteranno vitali per questi operatori».

Visioni che continuano, tutte, ad essere valide anche adesso, conferma Italia Nostra.

E in particolare il presidente dell’associazione si sofferma sull’ultimo punto di queste considerazioni. «La liberalizzazione del commercio - sottolinea Mannocci - sta dando origine ad aperture di pubblici esercizi ovunque, anche in ambienti con pochissimi spazi interni. È facile immaginare che chi apre e aprirà queste attività punterà a ottenere la concessione per spazi all’aperto. A nostro avviso - aggiunge con particolare enfasi - è bene che il nuovo regolamento comunale fissi le aree della città e in particolare del centro storico dove le sedute non potranno essere ammesse».

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