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Un bollino metallico per delimitare gli spazi
Le proposte di Italia Nostra per impedire il dilagare di sedie e tavolini fuori dagli spazi consentiti. Chiesto il coinvolgimento delle Belle Arti
LUCCA. Regole ferree, aree totalmente libere e il bollino metallico per delimitare le singole concessioni. In materia di suolo pubblico il circolo lucchese di Italia Nostra è assolutamente drastico. «Abbiamo già presentato a voce le nostre considerazioni all’assessore Giovanni Lemucchi - dice il presidente di Italia Nostra Lucca, l’architetto Roberto Mannocci -. Stiamo al momento raccogliendo materiali, tra cui molte foto, per presentare a settembre una documentazione particolareggiata che dimostrerà come nel centro storico stia succedendo qualcosa che non rispetta nemmeno il vecchio regolamento: ci sono esercizi che si allargano di continuo».
Italia Nostra rilancia su un progetto partito e poi abbandonato: quello del bollino metallico con lo stemma di Lucca - una «sorta di tappino di due-tre centimentri di diametro, infilato nel terreno o nell’interstizio fra una pietra e l’altra», dice Mannocci - per delimitare le concessioni ai singoli esercizi. Un’operazione del genere che, ricorda Mannocci, era stata ideata dall’allora assessore Marco Chiari, «sarebbe una suddivisione immediata degli spazi concessi. Invece in più punti della città ormai si assiste a un dilagare di occupazioni non autorizzate di suolo pubblico. Il fatto di partenza, invece, deve essere di individuare spazi monumentali della città dove le sedute non devono essere permesse».
Italia Nostra ha già individuato i “cannocchiali prospettici” che dovranno rimanere off limits da sedie e tavolini. Una è la prospettiva «di via Veneto, da Palazzo Ducale al Caffè delle Mura - spiega l’architetto Mannocci. Le sedute che adesso ci sono potrebbero essere spostate a lato. E poi la prospettiva da piazza del Giglio fino a piazza San Giovanni e al Duomo di San Martino, per garantire un accesso immediato al complesso duomo - battistero. In ogni modo - sottolinea Mannocci - occorre interrompere questa moltiplicazione di sedute. I tavolini hanno invaso anche la zona dell’abisde di San Michele».
Ci sono altri punti fermi nelle richieste di revisione delle concessioni di suolo pubblico presentate da Italia Nostra. Uno riguarda la durata, «che non deve superare i dodici mesi. Le singole concessioni devono poter essere non rinnovate senza provocare contenziosi interminabili in caso di mancato rispetto delle norme regolamentari o per sopravvenute esigenze di funzionalità urbana».
E, altro punto, riguarda il ruolo della Soprintendenza, in particolare nella stesura del nuovo regolamento. «Un regolamento che interessa lo spazio urbano e l’aspetto dello spazio pubblico non può essere elaborato senza il diretto coinvolgimento e l’assenso della Soprintendenza - conclude Mannocci -, a cui spetta l’ultima parola: tutto lo spazio pubblico del centro storico è sottoposto a vincolo diretto quale bene culturale. Ad oggi non siamo a conoscenza che questo coinvolgimento diretto della Soprintendenza ci sia stato».
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