Il Tirreno

Lucca

San Michele, il luogo dove la città pulsa

di Paola Taddeucci
San Michele, il luogo dove la città pulsa

Ecco il ritratto che ne faceva negli anni Cinquanta Ettore Cortopassi. E lo scatto di oggi: la piazza conserva il suo ruolo

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LUCCA. Era l'antico foro. Il cuore pulsante della città romana, dove i cittadini si recavano per partecipare o assistere agli affari politici, amministrativi ed economici della comunità. Così è rimasta nei secoli, prendendo sempre di più anche le caratteristiche dell'agorà, il luogo del confronto e dell'incontro della polis greca.

Piazza San Michele - una delle immagini simbolo - non poteva mancare nella carrellata della memoria proposta da Il Tirreno con “Ricorda Lucca”, l'iniziativa che mette a confronto la città di ieri e di oggi grazie agli scatti dell'Archivio Fotografico Fazzi.

Tra le tante vedute della piazza conservate nell'Archivio – un prezioso patrimonio di oltre 650mila immagini, quasi tutte digitalizzate e visibili on line – ne abbiamo scelto una di Ettore Cortopassi. Scattata intorno alla metà degli anni Cinquanta, ritrae l'angolo della piazza con via San Paolino: in primo piano c'è la bella vetrina della pellicceria Bianchi, tutto intorno il movimento di persone, ciclisti, lambrette e auto – ancora poche, in verità, rispetto agli anni successivi – tipico di quel periodo.

Nella foto del nostro Alfredo Fanelli si notano alcuni cambiamenti: qualche negozio è scomparso, al suo posto sono subentrate altre realtà e da anni è in vigore il divieto di transito e di sosta anche nella via San Paolino. Ma nel complesso la piazza non ha subito grandi modifiche e conserva ancora intatte le antiche architetture. Su tutte ne svettano due: la candida chiesa di San Michele, opera della riedificazione di un edificio sacro del 795 iniziata tra la fine del 1000 e continuata fino al XIV secolo, e il palazzo Pretorio, il più notevole del periodo rinascimentale a Lucca.

Anche se ovviamente gli affari non si stringono più all'aperto come nel forum romano, a non essere cambiato è proprio il ruolo della piazza. Che ancora oggi resta il luogo privilegiato per gli incontri cittadini siano di lavoro, di svago o di partecipazione civile.

Infine, qualche curiosità storica. La piazza fu ampliata nel Medioevo, quando vi furono aperte botteghe di mercanti di sete e banchi di cambisti. Intorno al 1492 fu lastricata di mattoni a spina di pesce, mentre alla fine del 1600 venne pavimentata a calcare bianco, il piano fu rialzato di due scalini e delimitato con i colonnini perimetrali uniti da catene. La statua di Francesco Burlamacchi è del 1863. Nei prossimi giorni pubblicheremo altre immagini; dai lettori aspettiamo commenti e ricordi (per email a lucca@iltirreno.it o sulla pagina Facebook del Tirreno di Lucca).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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