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San Michele, il luogo dove la città pulsa
Ecco il ritratto che ne faceva negli anni Cinquanta Ettore Cortopassi. E lo scatto di oggi: la piazza conserva il suo ruolo
LUCCA. Era l'antico foro. Il cuore pulsante della città romana, dove i cittadini si recavano per partecipare o assistere agli affari politici, amministrativi ed economici della comunità. Così è rimasta nei secoli, prendendo sempre di più anche le caratteristiche dell'agorà, il luogo del confronto e dell'incontro della polis greca.
Piazza San Michele - una delle immagini simbolo - non poteva mancare nella carrellata della memoria proposta da Il Tirreno con “Ricorda Lucca”, l'iniziativa che mette a confronto la città di ieri e di oggi grazie agli scatti dell'Archivio Fotografico Fazzi.
Tra le tante vedute della piazza conservate nell'Archivio – un prezioso patrimonio di oltre 650mila immagini, quasi tutte digitalizzate e visibili on line – ne abbiamo scelto una di Ettore Cortopassi. Scattata intorno alla metà degli anni Cinquanta, ritrae l'angolo della piazza con via San Paolino: in primo piano c'è la bella vetrina della pellicceria Bianchi, tutto intorno il movimento di persone, ciclisti, lambrette e auto – ancora poche, in verità, rispetto agli anni successivi – tipico di quel periodo.
Nella foto del nostro Alfredo Fanelli si notano alcuni cambiamenti: qualche negozio è scomparso, al suo posto sono subentrate altre realtà e da anni è in vigore il divieto di transito e di sosta anche nella via San Paolino. Ma nel complesso la piazza non ha subito grandi modifiche e conserva ancora intatte le antiche architetture. Su tutte ne svettano due: la candida chiesa di San Michele, opera della riedificazione di un edificio sacro del 795 iniziata tra la fine del 1000 e continuata fino al XIV secolo, e il palazzo Pretorio, il più notevole del periodo rinascimentale a Lucca.
Anche se ovviamente gli affari non si stringono più all'aperto come nel forum romano, a non essere cambiato è proprio il ruolo della piazza. Che ancora oggi resta il luogo privilegiato per gli incontri cittadini siano di lavoro, di svago o di partecipazione civile.
Infine, qualche curiosità storica. La piazza fu ampliata nel Medioevo, quando vi furono aperte botteghe di mercanti di sete e banchi di cambisti. Intorno al 1492 fu lastricata di mattoni a spina di pesce, mentre alla fine del 1600 venne pavimentata a calcare bianco, il piano fu rialzato di due scalini e delimitato con i colonnini perimetrali uniti da catene. La statua di Francesco Burlamacchi è del 1863. Nei prossimi giorni pubblicheremo altre immagini; dai lettori aspettiamo commenti e ricordi (per email a lucca@iltirreno.it o sulla pagina Facebook del Tirreno di Lucca).
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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