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Lucca

Barga, caccia alla candidatura in lizza Bonini, Sereni e Adami

di Nicola Bellanova
Barga, caccia alla candidatura in lizza Bonini, Sereni e Adami

Il sindaco uscente conta sui consensi che arrivano dal Pd, ma cresce la pressione, soprattutto nel capoluogo, per un ritorno del professore. Più defilata la posizione del consigliere provinciale

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BARGA. L’unica certezza, ma in politica “mai dire mai”, è il desiderio probabilmente esaudito di Marco Bonini di ricandidarsi a sindaco per un altro quinquennio. La prospettiva è che l’ombra di Umberto Sereni sia dietro l’angolo, ma almeno per il momento non si materializzerà per evitare un derby tutto interno al centrosinistra. In questo scenario, sicuramente ci sarà la discesa in campo del Movimento 5 Stelle, che sta lavorando da tempo sul territorio, mentre un centrodestra allo sbando, e da queste parti con consensi modesti, non ha ancora le idee chiare. Ad un anno dalle elezioni amministrative, nel più popoloso comune della Valle del Serchio, ma siamo solo nella fase di studio. Finora, Bonini ha saputo gestire bene gli eventi concentratisi sotto la sua gestione: caso Corsonna, vertenza Kme, ospedale unico e sanità in generale. L’ex presidente della comunità montana ha mantenuto grande equilibrio, e quindi il partito appoggia una sua nuova candidatura. Però la vicenda del nuovo ospedale e della guerra tra gli attuali nosocomi di Barga e Castelnuovo potrebbe erodergli consensi o creare strumentalizzazioni.

Il grimaldello che potrebbe scardinare ogni equilibrio sarebbe l’eventuale discesa in campo dell’ex primo cittadino Umberto Sereni, un nome che dalle parti del Duomo scatena ancora entusiasmi. Non è mistero che, e lo si è notato anche negli interventi durante l’assemblea in difesa dell’ospedale “San Francesco”, tanta gente rimpianga il professore. Sereni non fa mistero di essere affascinato da una possibile rielezione a sindaco, ma è in ottimi rapporti con l’attuale e soprattutto con i vertici che contano, leggasi Andrea Marcucci, che da queste parti vede e provvede. Certo, e anche questo non è un mistero, nella base del Pd (e in qualche esponente del consiglio comunale) solo il nome di Sereni fa venire l’orticaria, mentre nell’immaginario collettivo, l’idea piace alla gente comune, specie nel capoluogo. Al momento, è da escludere una soluzione “alla Molazzana”, con un candidato ufficiale del Pd (era Ivo Poli) contro Rino Simonetti, iscritto al partito ma eletto in una lista civica scollegata dalle formazioni classiche. Qualcuno ha fatto anche il nome dell’ex assessore provinciale Alessandro Adami, ma sembrerebbe ai più, qualora fosse vera, una candidatura calata dall’alto e che, soprattutto, scatenerebbe l’immediata discesa in campo di Sereni, a costo di inimicarsi il Pd. Nel centrodestra, dilaniato da spaccature anche in consiglio comunale, regna il caos. Attualmente, a Palazzo Pancrazi, su sette consiglieri d’opposizione ci sono quattro gruppi. E’ difficile che la frattura si ricomponga, anche perché cinque anni fa la candidatura di Oriano Bartolomei fu in qualche modo “forzata”, visto che tanti elettori del centrodestra avrebbero preferito un altro nome. E nelle urne il risultato fu chiaro.

Attivissimi on line (il gruppo Facebook “Barga a 5 stelle” vanta 173 iscritti, per lo più provenienti dalla società civile e giovani), e impegnati nelle battaglie sull’ospedale e spesso in dissenso con i comitati in difesa del “San Francesco”, i seguaci del M5S rappresentano la faccia della protesta, di chi vorrebbe facce e politiche nuove per la città. Il movimento a Barga è gestito da tre giovani portavoce (Luca Biagiotti, Alessio Pinelli e Andrea Guzzoletti) che parlano a nome di una base che sta crescendo, spinta anche dal vento delle vicende nazionali. E’ possibile che uno di loro possa candidarsi come terzo polo (o secondo, viste le prospettive di Pdl e compagnia) e poi dare battaglia in consiglio comunale. Ma tutti i fili saranno annodatisolo dopo aver saputo cosa farà Sereni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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