Il Tirreno

Lucca

L’INCHIESTA

Domani l’autopsia sul neonato disposta dalla magistratura

LUCCA. La procura ha nominato il dottor Marco Di Paolo per eseguire l’autopsia sul corpicino del neonato morto durante il parto di una donna cingalese di 31 anni avvenuto all’ospedale Campo di Marte....

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LUCCA. La procura ha nominato il dottor Marco Di Paolo per eseguire l’autopsia sul corpicino del neonato morto durante il parto di una donna cingalese di 31 anni avvenuto all’ospedale Campo di Marte. Una vicenda che vede iscritte nel registro degli indagati otto persone tra ginecologi, pediatri, ostetriche e personale infermieristico presente nel reparto dal momento dell’ingresso della puerpuera al momento della nascita del bimbo alle 16,45 del 2 maggio scorso. Tutti hanno ricevuto l’avviso di garanzia, un atto dovuto a tutela dell’indagato che avrà modo di poter seguire l’autopsia attraverso un proprio consulente. L’avvocato Cecchini che tutela la parte offesa ha nominato il dottor Stefano Pierotti che assisterà all’esame autoptico. Ma non è tutto. Perché il sostituto procuratore Antonio Mariotti vuol vederci chiaro su quel decesso e, oltre all’anatomopatologo, ha nominato un ginecologo dell’università di Siena. Il motivo? Verificare il corretto iter nelle visite di controllo effettuate dall’Asl durante la gravidanza della donna che non poteva permettersi un professionista a pagamento. In buona sostanza il magistrato vuol capire se il problema che ha portato al decesso neonatale è derivato da quanto si è verificato in sala parto o se invece si tratta di una questione di natura ginecologica che poteva essere individuata precedentemente. C’è poi un’altra questione affidata alle verifiche della squadra Mobile diretta dal commissario Virgilio Russo a cui sono state delegate le indagini. Ed è quella dell’omessa segnalazione all’autorità giudiziaria. Secondo l’Asl non c’era obbligo di segnalare l’avvenuto decesso alla procura visto che per capire le cause del tragico evento i sanitari avevano attivato l’istruttoria interna coinvolgendo anche il responsabile del rischio clinico aziendale. Per l’organo requirente invece il codice di procedura penale (articolo 331) obbliga gli incaricati di pubblico servizio a fare denuncia per scritto al pm o all’ufficiale di polizia giudiziaria anche quando non sia stata individuata la persona cui è attribuibile il reato. Per sei giorni invece nessuno aveva informato la procura e se non fosse stato per la denuncia dell’avvocato Costanza Cecchini non ci sarebbe stata alcuna inchiesta. Alla polizia sono stati delegati anche accertamenti su altri riscontri diagnostici (quelli di cui si parla nell’intervista riportata accanto) eseguiti per decessi neonatali (gravidanze non portate a termine dalle gestanti). Al momento sul tavolo del magistrato ci sono le cartelle cliniche della giovane mamma acquisite dal posto fisso di polizia dell’ospedale.(l.t.)

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