Il Tirreno

Lucca

Bimbo morto durante il parto, inviati otto avvisi di garanzia

di Luca Tronchetti

La procura nomina un perito per l’esame autoptico che si terrà lunedì pomeriggio all’obitorio Indagini della polizia su un’ipotesi di altri due riscontri diagnostici eseguiti per decessi neonatali

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LUCCA. Il bimbo muore durante il parto in ospedale, ma la procura viene avvertita 6 giorni dopo dal legale di famiglia della puerpera che vuol dare degna sepoltura a quel figlio sfortunato. Tutto questo nonostante l’articolo 331 del codice di procedura penale obblighi gli incaricati di pubblico servizio - che hanno notizia di un ipotesi di reato perseguibile d’ufficio come l’omicidio colposo - a fare denuncia per scritto e senza ritardo al pm o a un ufficiale di polizia giudiziaria anche quando non sia stata individuata la persona alla quale è attribuibile il reato. Così ieri la procura ha iscritto nel registro degli indagati 8 persone: ginecologici, pediatri e personale sanitario. In buona sostanza tutti coloro che hanno avuto a che fare con la giovane mamma cingalese di 31 anni, che dal 2010 vive nella periferia cittadina, dal momento in cui è entrata nella struttura lucchese (alle 11 di mattina del 2 maggio) al momento in cui il bimbo è venuto alla luce (ore 16,45) dopo ore trascorse in sala parto. L’iscrizione è un atto dovuto a garanzia dell’indagato, resosi inevitabile per l’esame autoptico sul corpicino del bimbo che avverrà lunedì pomeriggio all’obitorio del Campo di Marte. Attraverso l’autopsia giudiziaria infatti gli otto indagati potranno assistere con l’ausilio di periti e legali di fiducia all’esame necroscopico che verrà eseguito da un medico legale nominato dal sostituto procuratore Antonio Mariotti. La famiglia del piccino, attraverso l’avvocato di parte offesa, Costanza Cecchini, ha nominato l’anatomopatologo Stefano Pierotti. Al termine dell’esame e i necessari riscontri diagnostici successivi si chiariranno le cause del decesso del neonato. E a quel punto l’inchiesta entrerà nel vivo. Nel frattempo la squadra Mobile, diretta dal commissario Virgilio Russo, con l’ausilio del posto di polizia ha già acquisito per conto dell’autorità giudiziaria le cartelle cliniche della donna e presentato una prima relazione al magistrato.

La storia. I due coniugi cingalesi arrivati in Lucchesia per lavorare e che hanno lasciato in Sri Lanka il loro primo figlio di 6 anni accudito dai parenti sono assistiti dall’amica-avvocato Costanza Cecchini che si è presa a cuore la vicenda. La donna sino al momento della gravidanza lavorava come badante. Poi ha dovuto licenziarsi e contestualmente il marito che abita a Lucca nel 2007 ha perso il lavoro perché la ditta in cui era impiegato ha chiuso i battenti. Così si è dovuto arrangiare come lavapiatti a ore. Gente umile, senza la possibilità di prendersi un ginecologo a pagamento e che spesso mangia alla Caritas. Tra l’altro lo stesso legale era pronta a dare una mano ai coniugi regalando loro carrozzina e corredino.

La tragedia. Dalle visite predisposte dall’Asl per le gestanti tutto risulta okay. La mattina del 2 maggio le doglie e il ricovero. Ore e ore in sala parto - niente cesareo - e alla fine il piccino esce dal ventre materno senza emettere vagiti. Forse nato morto. I genitori vengono avvertiti e la madre resta ricoverata sino a lunedì 6.

Nessuno le dice quando potrà riavere la salma per i funerali. Martedì la coppia cingalese va dall’avvocato che, senza supporre che l’autorità giudiziaria non sia stata avvertita, si reca in procura per chiedere di accelerare l’iter per il nullaosta. Ma i magistrati non ne sanno nulla. E nemmeno l’agente al posto fisso di polizia. «A quel punto mercoledì ho convocato i genitori - dice l’avvocato Cecchini - e ho presentato un esposto chiedendo che vengano accertate eventuali responsabilità penali sulla morte del bimbo».

Altri accertamenti. Sono in corso anche accertamenti per stabilire se negli ultimi 15 giorni, sempre all’ospedale Campo di Marte, siano stati effettuati riscontri diagnostici interni per decessi neonatali non segnalati alla procura della Repubblica..

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