Il presidio
Sostegno negato a scuola nella lotta anche il prefetto
La dottoressa Cagliostro convocherà Asl e Ufficio scolastico provinciale La parlamentare Mariani: mi attiverò con il ministro dell’istruzione Carrozza
LUCCA. Milleduecentoquarantuno gli alunni certificati sul territorio provinciale, in scuole di ogni ordine e grado, con diritto al sostegno. Di questi ragazzi e ragazze, bambini e bambine, 428 sono certificati come gravi. Ma il rapporto di un insegnante ogni due alunni ad oggi non viene garantito: per pareggiare i bisogni, di docenti ne occorrono altri 35. Il coordinamento Scuola pubblica bene comune guidato da Fabio Lucchesi la battaglia l’ha iniziata da tempo, senza mai darsi per vinto.
Ieri mattina, con gli assessori alla scuola Mario Regoli per la Provincia, Ilaria Vietina per il Comune, con Massimo Diodati presidente del Fand, ai rappresentanti Maurizio Federigi per le famiglie, Sebastiano Ortu dei Cobas e Maria Grazia Simi degli insegnanti, ha incontrato il prefetto Giovanna Cagliostro. Per un motivo ben preciso, anzi due: reintegrare il numero di insegnati di sostegno di trentacinque (quelli che mancano) e le modalità di certificazione e indicazione del sostegno da parte dell’Asl.
«Da tempo - spiega Lucchesi - l’Asl non indica più nelle certificazioni di disabilità dell’alunno le ore di sostegno che gli spettano. Scrive ad esempio “grave” senza riportare che il sostegno in casi come questi deve essere totale, tutti i giorni e tutte le ore di scuola. E così facendo di fatto contribuisce al caos delle assegnazioni di sostegno e aumenta la possibilità che i diritti degli alunni non vengano rispettati». Perché, se invece la previsione di ore di sostegno è precisa, spiega ancora Lucchesi, «se sulla certificazione c’è scritto 22 ore settimanali di sostegno e la famiglia se ne vede assegnare la metà, può protestare per un diritto negato. In assenza di indicazione del numero di ore di sostegno assegnate, anche se il bisogno richiedesse le stesse 22 e invece ne vengono assegnate quattro, la famiglia non è in grado di sapere se il suo diritto è stato rispettato o no».
Al prefetto il coordinamento ha chiesto di farsi interprete di questo disagio e di eliminarlo. «Siamo molto soddisfatti di come la dottoressa Cagliostro ha risposto al nostro invito - dice Lucchesi -. Ci ha dato piena disponibilità a seguire la vicenda. Ci ha assicurato che quanto prima convocherà a un tavolo Asl 2 e ufficio scolastico provinciale per risolvere i problemi del sostegno».
Si mobiliterà anche l’onorevole Raffaella Mariani. «Dò la mia disponibilità - dice la parlamentare - ad attivarmi con iniziative presso il ministro dell’istruzione Carrozza per sensibilizzare il governo al reperimento dei fondi necessari alla copertura dei posti indispensabili a garantire il diritto all’istruzione a tutti».
A breve il coordinamento convocherà un’assemblea con le famiglie dei bimbi che hanno diritto al sostegno. (b.a.)
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