La regista Puccinelli va al Festival di Cannes
Alla prestigiosa rassegna presenterà il corto “Eppure io l’amavo”, girato in città L’artista ha recitato con Proietti nella fiction “Il signore della truffa” su Rai Uno
LUCCA. Da piccola leggeva e giocava con i testi di Shakespeare, affascinata dai dialoghi e dai personaggi.
Alle elementari e alle medie, poi, non si perdeva una recita scolastica, sempre felice di interpretare qualche ruolo.
E al liceo la passione è sbocciata in pieno, fino a diventare, negli anni successivi, il suo lavoro.
Ora, a 33 anni, la lucchese Cristina Puccinelli sarà al Festival del cinema di Cannes, in programma dal 15 al 26 maggio, con un film di cui è autrice, regista e interprete.
Vetrina prestigiosa. “Eppure io l'amavo”, questo il titolo, è un corto – nel linguaggio cinematografico un film della durata massima di 75 minuti – che Cristina ha girato lo scorso autunno interamente a Lucca, dove conta di presentarlo a breve.
Alla rassegna francese il suo film, fuori concorso, rappresenterà l'Italia, con altre 19 pellicole di casa nostra e decine di opere provenienti da tutto il mondo, nell'angolo dedicato ai corti.
Vetrina eccezionale e prestigiosa che l'autrice lucchese si augura possa essere un trampolino di lancio per portare in gara il suo film in altri importanti festival europei, come quelli di Locarno, Venezia, Roma e Torino.
L'Actor's Studio. Commedia non romantica che a tratti vira sul grottesco, “Eppure io l'amavo” è il quinto corto di Cristina, il primo da lei girato nella sua città.
Da Lucca, infatti, la giovane attrice e regista è andata via a 19 anni, dopo il diploma al liceo scientifico Vallisneri, per laurearsi in scienze delle comunicazioni alla Sapienza di Roma.
«E per studiare recitazione» aggiunge.
A Roma, dove vive tuttora - ma due volte al mese torna dai genitori a Lucca - ha frequentato diversi corsi, tra cui quelli dell'Actor's Studio, il mitico laboratorio newyorchese che ha formato, tra gli altri, Marlon Brando, Paul Newman e Robert De Niro. La fiction con Proietti.
Contemporaneamente agli studi, sono arrivati i primi ruoli come attrice, sia per la tv che per il cinema.
«Purtroppo – spiega – tanti film non sono mai arrivati nelle sale, come succede a molte pellicole». Due anni fa, invece, è andata in onda su Rai Uno la fiction “Il signore della truffa”, in cui Cristina ha recitato con Gigi Proietti. Nel frattempo, però, le era già venuta l'idea di passare al di là della macchina da presa.
«Quando sono partita per Roma – racconta – volevo semplicemente fare l'attrice. Poi ho capito che in realtà amavo tutto il mondo dei film. Frequentando i set e leggendo le sceneggiature, è cresciuto in me il desiderio non solo di raccontare storie, ma anche di crearle e dirigerle».
Alla regia. Nel 2007 aveva ideato il primo corto, storia di un barbone e di una ragazza, che non era andato male e aveva vinto qualche premio di critica. Incoraggiata da questi risultati, ne ha realizzati altri tre. Una breve pausa, poi è arrivata l'ispirazione per “Eppure io l'amavo” che ha girato dal 26 novembre al 1º dicembre scorsi in vari luoghi della città, tra i quali Porta Elisa, le Mura, Porta S. Pietro e la biblioteca statale.
Il film a Lucca. «È stata una bellissima esperienza – dice – perché ho trovato una grande collaborazione. Tanti commercianti, per esempio, mi hanno aiutato, fornendomi i cestini per la troupe. La Croce Verde mi ha prestato un mezzo, la biblioteca statale mi ha aperto le sale. Aiuti preziosissimi, di cui vado fiera e per i quali ringrazio tutti. Senza, non ce l'avrei fatta a sostenere le spese, per le quali è stato fondamentale il contributo della Toscana Film commission e della Fondazione Banca del Monte».
Gli attori. Ma ad aiutarla sono stati anche molti giovani lucchesi che operano nel campo teatrale e artistico. «Ci sono tante realtà – sottolinea - di assoluto livello e professionalità».
Nel suo corto hanno avuto piccoli ruoli, accanto a lei, protagonista, e ad altri attori quasi tutti toscani.
La mamma sul set. L'esperienza lucchese, per Cristina, è stata significativa non solo dal punto di vista professionale. «Mi ha dato un immenso piacere girare nella mia città – dice – anche perché per la prima volta i miei genitori mi hanno visto lavorare. In particolare mia madre ha seguito il set passo dopo passo: ha fatto la comparsa, ha distribuito i panini, ha portato gli attrezzi. La chiamavo mamma runner».
Roma. Per il momento Cristina non ha intenzione di lasciare Roma per tornare a Lucca, cui è legatissima non solo per la famiglia e gli amici. «Lucca – confessa - mi piace sempre di più, è rilassante, anche solo per guardare le persone in bicicletta e per uscire di casa e arrivare in un quarto d'ora agli appuntamenti».
A Roma tutt'altra vita.
«È una città – conclude Cristina – caotica e disorganizzata, dove, però, si aprono inaspettatamente angoli e scorci di una bellezza indescrivibile. Ho sentimenti alterni verso di lei, ma non c'è storia: il cinema è lì».
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