Il Tirreno

Lucca

Senza Imu si perdono 17 milioni

di Barbara Antoni
Senza Imu si perdono 17 milioni

Il Comune lancia l’allarme: con la sospensione della prima rata impossibile pagare stipendi e fornitori

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LUCCA. Al momento il piatto piange, eccome. Perché alla scadenza di giugno, quando il Comune avrebbe dovuto incassare la prima rata di Imu di quest’anno, adesso - dopo l’insediamento del governo che ha subito manifestato l’intenzione di sospendere il versamento della rata di giugno della tassa sulla casa - non si sa se qualcosa comunque il Comune incasserà, se lo Stato trasferirà partite finanziarie agli enti locali da altre voci.

All’appello, a quella scadenza, all’amministrazione comunale lucchese mancheranno 17 milioni di euro, la metà dei 34 che - secondo il bilancio preventivo per il 2013 appena varato - dovrebbero rimanere (di tassa sulla casa) nelle casse municipali.

«Credo che chi ha pronunciato l’intenzione di sospendere la prima rata dell’Imu - dice l’assessore alle finanze Antonio Sichi - non abbia pensato alle conseguenze. Dire che la rata si sospende è troppo poco. Quanto prima ci dovranno spiegare come queste mancate entrate saranno coperte. Ad oggi, senza i 17 milioni in entrata a giugno, non sapremmo come pagare in primo luogo gli stipendi dei dipendenti comunali».

«O il governo ci dà l’equivalente o ci dice come correggere tutto il bilancio», continua l’amministratore. Amareggiato anche dal fatto che a questo punto è in bilico anche la previsione del Comune di pagare a giugno, con le entrate da Imu, anche una parte di debiti verso fornitori.

Secondo la scansione sulle entrate da Imu nei singoli anni, spiega sempre Sichi, «nel 2012 allo Stato è andato lo,38% di tutto quello che è classificato come seconda casa e fondo per attività produttive. Nel 2013, lo Stato prende per sé solo le entrate da locali destinati ad attività produttive. Tradotto in cifre, sono 4 milioni e mezzo su 38 e mezzo, quindi al Comune dovevano rimanerne 34. Adesso arriva questa mannaia. Difficile immaginare - continua l’amministratore - di recuperare risorse da lotte antievasione. È provato che quando si avviano percorsi di questo tipo dall’individuazione delle cifre eluse al pagamento al loro recupero passa un periodo di tempo che oscilla fra due e tre anni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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