Il Tirreno

Lucca

«Inviaci le tue foto hard o ti svergogniamo in rete»

di Luca Tronchetti
«Inviaci le tue foto hard o ti svergogniamo in rete»

Tre adolescenti denunciati per estorsione nei confronti di una ragazza di 13 anni. L’indagine è partita dopo la segnalazione dei genitori della perseguitata

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LUCCA. Un’estorsione per via telematica compiuta da tre minorenni ai danni di una ragazzina di 13 anni che risiede in Lucchesia. Un piano articolato messo a punto dagli adolescenti della rete per poter ottenere foto e immagini osè di coetanee conosciute attraverso la rete. Una storia a lieto fine grazie all’intervento della squadra di polizia giudiziaria della polstato che è riuscita ad arrivare agli adescatori e a denunciarli con l’accusa di estorsione al tribunale dei minori di Firenze.

La vicenda risale all’estate dello scorso anno quando una studentessa che frequenta l’ultimo anno delle scuole medie apre un account personale su Facebook. Tra le varie richieste di amicizia che arrivano lei accetta quella di un ragazzo di qualche anno più grande che nel suo profilo inserisce foto e una serie di informazioni che incuriosiscono l’adolescente. Nel giro di un paio di settimane il rapporto sulla rete, ma protetto da un codice d’accesso, si fa più fitto e continuo sino a quando il ragazzo inizia a fare proposte ardite all’amica conosciuta sul web. Chiede di mandarle le sue foto in abbigliamento sexy e di fronte al suo rifiuto la minaccia pesantemente. «Attenta, so dove abiti, conosco le tue abitudini e metterò in rete certi frasi e commenti piccanti nei confronti delle tue amiche» una delle frasi inviate in posta elettronica con tanto di password segreta. Ma non è tutto. A un certo punto l’amico conosciuto in rete minaccia di rivelare il suo cellulare e accompagnare al numero di telefonino una serie di annunci hard che la riguardano. Terrorizzata e in lacrime la ragazzina riesce a trovare la forza di confidare l’incubo in cui è piombata ai genitori, una coppia di operai non ancora quarantenni e poco avvezzi all’uso dei social network. Non è passato un mese dal primo contatto in rete che partono le indagini della procura della Repubblica in seguito all’esposto circostanziato presentato da un legale contattato dai familiari della minorenne. La sezione di polizia giudiziaria della polstato, sotto la direzione del sostituto procuratore Antonio Mariotti, inizia gli accertamenti partendo dall’account e chiedendo riscontri ai gestori di Facebook. Incrociando i risultati e anche attraverso fotografia e tramite i cellulari arrivano a scoprire che dietro quel ragazzo dalle fantasie morbose che aveva scambiato foto e messaggi con la tredicenne si celano invece tre adolescenti di età compresa tra i 15 e i 17 anni anche loro residenti in Lucchesia.

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