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Chiesa riaperta per la festività della Madonna del Rosario
LUOGO. Riaprire la chiesa di Marlia ad ottobre per la festa della Madonna del Rosario. Don Fulvio Calloni, in partenza per una visita missionaria in Guatemala, annuncia il progetto di costruzione di...
LUOGO. Riaprire la chiesa di Marlia ad ottobre per la festa della Madonna del Rosario. Don Fulvio Calloni, in partenza per una visita missionaria in Guatemala, annuncia il progetto di costruzione di uno “scheletro protettivo” che consentirebbe una riapertura provvisoria della chiesa maggiore danneggiata e chiusa per il terremoto del 25 gennaio. Una situazione che ha costretto il parroco ed i fedeli a trasferirsi nella piccola chiesa di S.Caterina. Nella riunione del consiglio parrocchiale è stata valutata la possibilitàche le principali funzioni religiose tornino nella chiesa più grande di Marlia grazie alla realizzazione di una sorta di soppalco sotto la parte più danneggiata della navata.
«Per ottenere l'agibilità degli spazi sono necessari una serie di interventi. Si tratta di una soluzione provvisoria, ma consentirebbe di potere celebrare le messe nella chiesa maggiore, soprattutto nel periodo di Natale. I lavori potrebbero già iniziare a giugno, al mio ritorno dal Centro America. Il mio obiettivo è potere riaprire la chiesa ad ottobre. Sarebbe un grande risultato considerando che la chiesa secondo le valutazioni dei tecnici non potrà essere resa completamente agibile prima di due anni. Sono questi almeno i tempi per i lavori e il reperimento delle risorse. Per una quantificazione dei costi attendo i preventivi. La Conferenza Episcopale Italiana dovrebbe conunque coprire fino a metà della spesa ma tra presentazione della domanda ed avvio della procedura amministrativa i lavori non inizierebbero prima del 2014. Pertanto in questa fase dobbiamo trovare altre strade. Nel frattempo chiederemo un aiuto alla comunità parrocchiale attivando una raccolta di fondi».
In attesa di completare un iter burocratico lungo e complesso il prelato di Marlia è deciso ad andare avanti con una soluzione-ponte per riottenere l'apertura della chiesa che si affaccia davanti alla centralissima piazza don Matteoni. «Innanzitutto dobbiamo rimuovere tutti gli elementi danneggiati del cornicione e creare all'interno della chiesa un ponte metallico in tubi innocenti per creare un soppalco ed evitare quindi la caduta di calcinacci sulla testa dei fedeli – dice don Calloni spiegando la tipologia degli interventi – poi lo svuotamento dell'intercapedine tra campanile e chiesa, proprio nel punto dove il sisma ha causato una profonda frattura. Questi sono i lavori più urgenti che contiamo di iniziare già nella prossima estate».(Ni.Nu.)
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