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Calano gli sportelli bancari, sale la “moneta elettronica”
LUCCA. Ai tempi della crisi aumentano i risparmi e diminuiscono gli investimenti. Succede a Lucca, dove addirittura i depositi hanno fatto segnare un aumento del 6,27% rispetto all’anno precedente...
LUCCA. Ai tempi della crisi aumentano i risparmi e diminuiscono gli investimenti. Succede a Lucca, dove addirittura i depositi hanno fatto segnare un aumento del 6,27% rispetto all’anno precedente sfiorando addirittura i 7.700 milioni di euro. Ma nell’analisi del sistema bancario provinciale fatta da Giuliano Dini, ex direttore della filiale lucchese della Banca d’Italia, emerge anche un calo progressivo del 3% del personale impiegato in banca
Alla fine del 2012 gli sportelli in Lucchesia erano 264, dei quali 62, quasi uno su quattro, appartenenti al gruppo Banco Popolare, 49 al Monte dei Paschi di Siena e 34 alla cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia. Un dato complessivo in lieve flessione ormai da alcuni anni che però ultimamente è cresciuto grazie all’inserimento di nuovi gruppi nel territorio. E a colpire è la crescita costante che stanno registrando le banche medie e piccole, sia per gli impieghi, sia per i depositi, che hanno conquistato ormai il 30% dell’intero mercato.
Aumentano vertiginosamente le transazioni tramite moneta elettronica. Il primo esempio è il Pos, lo strumento che nei negozi consente di pagare con bancomat e carta di credito. In provincia di Lucca nel 2012 si è registrata un’impennata che ha portato il numero a 25.288, secondi in Toscana dopo Firenze. Da noi ce n’è uno ogni 16 abitanti. Terzo posto invece per quanto riguarda la presenza di sportelli bancomat. Ce ne sono infatti 335, uno ogni 1.178 abitanti, subito dietro Siena e Firenze. Meno bene invece l’utilizzo dell’home e corporate banking, sostanzialmente i servizi bancari su internet direttamente a casa o in azienda. A Lucca li utilizzano 24,3 persone su 100.
In tempi di crisi economica la prima cosa che cerca il risparmiatore è la sicurezza. E nella maggior parte dei casi si sceglie di tenere i soldi inutilizzati sul conto corrente. Un’idea di tanti, non solo a Lucca, che ha portato a un aumento del 6,27% della liquidità (7.700 milioni di euro) a fine 2012. «Probabilmente c’è una paura eccessiva e molta disinformazione – spiega Guido Pratesi, promotore finanziario, commentando questi dati –. La cosa che emerge è che i soldi ci sono e che si può ricominciare a investire, per esempio su fondi comuni di investimento che sono molto solidi e gestiscono il denaro».
Alessandro Petrini
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