Camionisti della Wtc da tre mesi senza lo stipendio
Protesta a Marlia dei lavoratori, ora in cassa integrazione «Ho chiesto un acconto, mi hanno dato 50 euro»
MARLIA. Gli stipendi arretrati non arrivano e gli autisti, in cassa integrazione da una settimana, tornano a manifestare sul piazzale dell’azienda. Torna a farsi tesa la situazione dei lavoratori della Wtc Italy di Marlia, società del nord Italia che opera nel settore degli autotrasporti e che ha sottoscritto nel luglio 2012 un contratto d’affitto d’azienda con la Gfm Trasporti. Il contratto è stato risolto il 6 ottobre scorso, ma da allora la Wtc ha mantenuto la forza lavoro. «Siamo senza stipendio da tre mesi, non sappiamo più come fare per tirare avanti», dicono i camionisti, ormai all’esasperazione.
«L’arretrato è di tre mesi – conferma Mario Salvadori, della Filt Cgil – Dopo il tavolo organizzato dalla prefettura, durante il quale l’azienda aveva dato rassicurazioni sui pagamenti non ancora effettuati, è cambiato ben poco. La 13ª promessa per gennaio è arrivata a febbraio, ma da allora più niente: gli stipendi di gennaio, febbraio e marzo non sono stati mai pagati. La Wtc ha comunicato che i bonifici sono stati eseguiti il 5 aprile, ma sui conti corrente dei lavoratori non è arrivato neanche un euro e la situazione per loro e per le famiglie si sta facendo sempre più grave. Alcuni si sono licenziati e hanno trovato un altro impiego, ma si tratta di pochi elementi. La maggior parte oggi manifesta per i loro diritti, come già fatto in gennaio. Da una settimana sono in cassa integrazione, quindi questo non lo possiamo chiamare neanche sciopero, ma non per questo rinunciamo a far sentire la nostra voce».
A gennaio pioveva e faceva freddo. Ieri il piazzale d’asfalto dove i camion della Wtc sono ormai fermi da tempo ribollivano sotto un sole quasi estivo. I camionisti divisi in capannelli, a discutere sul da farsi, mentre quelli che un lavoro ancora ce l’hanno passano alla guida dei loro camion, sul viale Europa, e suonano il clacson in segno di saluto e di appoggio.
«Ho 48 anni, una figlia all’università e un figlio a casa, disoccupato. È dura e mi sento preso in giro. Quando chiediamo spiegazioni, ci dicono che ci pagheranno il giorno successivo, ma poi non succede niente. Andiamo avanti così da mesi», racconta Angelo Verducci, che di ore su questi giganti della strada ne ha passate parecchie in vita sua.
«Se non ci danno lo stipendio, che almeno ci dicano dove possiamo andare a mangiare senza pagare», sbotta Giovanni Baiocchi, anche lui camionista da sempre. «Come facciamo a tirare avanti? – si chiede Christian Domitrache – Sono andato a chiedere un acconto sugli stipendi arretrati, ma mi hanno dato 50 euro. Dicono che non hanno soldi. Lavoro qui da settembre e da allora è sempre stato così, con la paga a singhiozzo. A altri, comunque, è andata peggio, visto che non gli hanno rinnovato il contratto».
C’è poi la questione dell’affitto del capannone e del piazzale. Ieri, tra i lavoratori, c’era anche Amerigo Del Frate, proprietario dell’immobile e del parcheggio. «Da quando è subentrata la Wtc – dice – ho avuto solo tre mesi d’affitto. Poi più niente. Il 27 dicembre ho ricevuto una lettera di disdetta, eppure il loro materiale è ancora qui. La mia situazione non è drammatica come quella dei lavoratori, ma, nonostante non abbia percepito l’affitto, io tasse e Imu su quest’area e questi capannoni li pago».
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