Sicurezza
I detenuti studiano fotografia e si raccontano con immagini
LUCCA. Un corso di fotografia in piena regola, che parte venerdì e termina a giugno, con lo scopo di realizzare una mostra. Gli “allievi” sono dodici detenuti del carcere San Giorgio, in cattedra il...
LUCCA. Un corso di fotografia in piena regola, che parte venerdì e termina a giugno, con lo scopo di realizzare una mostra. Gli “allievi” sono dodici detenuti del carcere San Giorgio, in cattedra il fotografo professionista Nicola Gnesi. Corso teorico e pratico: le macchine fotografiche in dotazione ai detenuti sono state donate dai cittadini grazie alla mobilitazione del comitato San Francesco, come spiega Adriano Paoli del comitato.
Iniziativa che ha trovato il consenso del carcere, diretto da Francesco Ruello, anche per una peculiarità importante che contiene: quella di vedere i detenuti non solo come protagonisti della mostra ma soprattutto come artefici. Saranno loro a scattare le istantanee con cui sarà realizzata la mostra. Scatti filtrati dai loro stessi occhi e dalla loro sensibilità, che andranno a immortalare le attività di socializzazione che si svolgono dentro al carcere, uno spaccato vero di vita reale dietro le sbarre, un modo altro, sottolinea anche l’assessore provinciale Federica Maineri, per portare il carcere fuori dal carcere.
Una classe è già composta; l’obiettivo è di realizzarne un’altra per un doppio corso. Gli allievi useranno macchine fotografiche di ogni tipo, dalle vecchie Polaroid alle nuove digitali. I fondi per il corso sono stati messi a disposizione dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, «che investe molto sul sociale e anche per i detenuti - spiega il portavoce Marcello Petrozziello -, basti pensare alla casa per detenuti ed ex di San Pietro a Vico».
Nel San Giorgio, i detenuti al momento sono 130, ma occupano solo due sezioni; la terza è chiusa per lavori. La popolazione carceraria per il 60% è costituita da detenuti stranieri, in maggioranza nordafricani e romeni.(b.a.)
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