Sarebbe un’Oasi naturale ma è tutta piena di rifiuti
Spettacolo indecoroso al Bottaccio che è costellato di discariche abusive Un’offesa per tutti in una zona visitata ogni anno da migliaia di persone
CASTELVECCHIO DI COMPITO. Con le insistenti piogge degli ultimi mesi, il lago di Sesto è tornato, con una differenza, però, rispetto al passato: i rifiuti.
Gli accessi all’oasi del Bottaccio e a quella della Gherardesca, infatti, sono costellati di piccole discariche e spazzatura in quantità. Un o spettacolo davvero indecoroso.
Un pugno in un occhio in un’area tanto bella e importante dal punto di vista naturalistico, visitata ogni anno da migliaia di esperti, appassionati del bird-watching e semplici turisti.
Le gallinelle d’acqua nuotano tra bottiglie di plastica vuote e i conigli selvatici cercano da mangiare tra calcinacci e pezzi di legno.
Lungo la strada sterrata che collega via della Dogana con l’oasi del Bottaccio è costellata di rifiuti di ogni genere che, in alcuni punti, sono stati ammucchiati in vere e proprie discariche.
Eppure, anche a Pasquetta e nonostante il tempo instabile, c’erano decine di macchine parcheggiate lungo via della Dogana.
Erano tantissime le persone a passeggio nella zona, che offre in questi giorni uno spettacolo incredibile, con i chiari che si sono trasformati in un grande lago dove non è difficile incontrare uccelli che non si vedono spesso da queste parti e che proprio nello specchio d’acqua hanno trovato un rifugio sicuro durante la loro migrazione.
Dover iniziare una passeggiata tra la sporcizia non è davvero il massimo.
La situazione è aggravata dai molti rifiuti che, senza dubbio, i corsi d’acqua hanno portato a valle durante le piogge torrenziali delle ultime settimane.
Bottiglie di plastica in particolare, ma anche sacchetti di ogni genere e di ogni dimensione.
C’è persino chi non si è fatto scrupoli e ha abbandonato accanto a un cespuglio di rovi alcuni pneumatici, mattoni e, sembra quasi paradossale, sacchi di plastica pieni di sfalci di potature.
E poi, ancora, tubi di plastica, mattoni, vetri sbriciolati, pancali e tavole di legno, reti da cantiere.
Insomma, chi più ne ha, più ne metta.
Alla faccia del lavoro fatto negli ultimi anni per restituire queste zone alla cittadinanza e per renderle visitabili e vivibili a tutti.
Sia che ci si addentri nelle oasi del Bottaccio e della Gherardesca, sia che ci si limiti a una bella passeggiata lungo le vie sterrate, che si addentrano nel padule e che formano un reticolo di strade che offre scorci bellissimi.
Certo è che ora si deve intervenire per ripulire - al più presto - la zona.
Anche per non mettere a repentaglio la salute degli animali.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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