Il Tirreno

Lucca

Sarebbe un’Oasi naturale ma è tutta piena di rifiuti

di Arianna Bottari
Sarebbe un’Oasi naturale ma è tutta piena di rifiuti

Spettacolo indecoroso al Bottaccio che è costellato di discariche abusive Un’offesa per tutti in una zona visitata ogni anno da migliaia di persone

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CASTELVECCHIO DI COMPITO. Con le insistenti piogge degli ultimi mesi, il lago di Sesto è tornato, con una differenza, però, rispetto al passato: i rifiuti.

Gli accessi all’oasi del Bottaccio e a quella della Gherardesca, infatti, sono costellati di piccole discariche e spazzatura in quantità. Un o spettacolo davvero indecoroso.

Un pugno in un occhio in un’area tanto bella e importante dal punto di vista naturalistico, visitata ogni anno da migliaia di esperti, appassionati del bird-watching e semplici turisti.

Le gallinelle d’acqua nuotano tra bottiglie di plastica vuote e i conigli selvatici cercano da mangiare tra calcinacci e pezzi di legno.

Lungo la strada sterrata che collega via della Dogana con l’oasi del Bottaccio è costellata di rifiuti di ogni genere che, in alcuni punti, sono stati ammucchiati in vere e proprie discariche.

Eppure, anche a Pasquetta e nonostante il tempo instabile, c’erano decine di macchine parcheggiate lungo via della Dogana.

Erano tantissime le persone a passeggio nella zona, che offre in questi giorni uno spettacolo incredibile, con i chiari che si sono trasformati in un grande lago dove non è difficile incontrare uccelli che non si vedono spesso da queste parti e che proprio nello specchio d’acqua hanno trovato un rifugio sicuro durante la loro migrazione.

Dover iniziare una passeggiata tra la sporcizia non è davvero il massimo.

La situazione è aggravata dai molti rifiuti che, senza dubbio, i corsi d’acqua hanno portato a valle durante le piogge torrenziali delle ultime settimane.

Bottiglie di plastica in particolare, ma anche sacchetti di ogni genere e di ogni dimensione.

C’è persino chi non si è fatto scrupoli e ha abbandonato accanto a un cespuglio di rovi alcuni pneumatici, mattoni e, sembra quasi paradossale, sacchi di plastica pieni di sfalci di potature.

E poi, ancora, tubi di plastica, mattoni, vetri sbriciolati, pancali e tavole di legno, reti da cantiere.

Insomma, chi più ne ha, più ne metta.

Alla faccia del lavoro fatto negli ultimi anni per restituire queste zone alla cittadinanza e per renderle visitabili e vivibili a tutti.

Sia che ci si addentri nelle oasi del Bottaccio e della Gherardesca, sia che ci si limiti a una bella passeggiata lungo le vie sterrate, che si addentrano nel padule e che formano un reticolo di strade che offre scorci bellissimi.

Certo è che ora si deve intervenire per ripulire - al più presto - la zona.

Anche per non mettere a repentaglio la salute degli animali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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