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Spotted, la difesa dei gestori: così selezioniamo i messaggi
Gli amministratori della pagina dedicata a Lucca spiegano come vengono scartate le frasi più offensive: «Pubblichiamo metà di quello che riceviamo»
LUCCA. L’appuntamento è in un bar della periferia. Un caffè e un cappuccino da prendere con uno degli amministratori della pagina Facebook “Spotted: Lucca”, che consente di inviare messaggi anonimi e che ha raggiunto numeri da “alta classifica” con oltre duemila “Mi piace” e 13mila persone coinvolte alla settimana. Ma che ha scatenato anche polemiche da chi si è sentito chiamato (o chiamata) in causa con apprezzamenti poco carini, a volta anche al di là del sottile confine dell’insulto. L’amministratore della pagina (uno dei quattro), che l’ha anche creata e che chiede l’anonimato (anche per evitare di essere subissato di richieste sul proprio profilo personale) non ci sta però a vedersi affibbiare il ruolo di “megafono” di delazioni infamanti: «Operiamo un continuo controllo sui messaggi che ci vengono inviati. E ne pubblichiamo meno della metà. Al contrario di quello che fanno altre pagine Spotted».
Per dare un senso compiuto a queste affermazioni è necessario fermarsi un attimo e spiegare come funziona una pagina spotted. Un qualunque utente di Facebook può inviare un messaggio privato agli amministratori del sito che poi lo pubblicano a “proprio nome” eliminando ogni riferimento all’autore.
In questo passaggio dal privato al pubblico si concretizza il delicato ruolo di selezionatore degli amministratori. Che sta tutto in qualche cifra: «Attualmente - spiega il nostro interlocutore - riceviamo fra i 50 e i 70 messaggi al giorno. Basta poi vedere quanti ne vengono pubblicati: si parla di meno della metà».
A essere “cassati” sono soprattutto i messaggi che contengono nome e cognome e dettagli ritenuti lesivi dell’onore. Ma non solo: è accaduto anche che qualcuno indicasse una persona come malata di Aids. «Ovviamente non è stato pubblicato», preciso l’amministratore.
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