Lazzi deve bonificare trielina e gasolio sotto l’ex officina
Ordinanza della Provincia: la società di trasporto pubblico ritenuta responsabile della contaminazione dell’area
LUCCA. La Lazzi perde il primo round sulla bonifica dell’ex Officina di via Catalani. Venerdì pomeriggio la Provincia ha ordinato all’azienda di trasporto pubblico di ripulire l’area dove dovrebbero sorgere negozi, uffici e nove appartamenti dagli idrocarburi e dalla trielina presente. Secondo Palazzo Ducale, infatti, la responsabilità della contaminazione è da addebitare integralmente alla Lazzi.
I lavori a Sant’Anna sono fermi da novembre 2010. Quando, nell’area ora di proprietà della Guinigi Costruzioni srl, vennero ritrovati concentrazioni di inquinanti superiori alle “soglie di contaminazione”. L’azienda esegue un piano di caratteriz«azione e, a febbraio 2012, comunica di non essere disponibile a proseguire con la Bonifica. La Provincia chiede allora ad Arpat di analizzare in profondità la situazione e di individuare il responsabile. Per quanto riguarda la prima parte, l’agenzia ambientale spiega che il terreno e le acque sotterranee risultano contaminate da idrocarburi, di trielina e di solventi oltre alla possibilità di presenza anche di metalli. Arpat però, non riesce a indicare un responsabile certo ed allora Palazzo Ducale chiede alla polizia provinciale di aprire una vera e propria indagine.
I risultati arrivano in una relazione dello scorso novembre. Che non lasciano dubbi sulla responsabilità esclusiva della Lazzi. Secondo la polizia provinciale, infatti, «l’inquinamento dell’area è da imputare all’attività di autofficina e a quella correlata all’uso di prodotti petroliferi per autotrazione, di sostanze lubrificanti, nonché all’attività di autoriparazione e sgrassaggio di componenti con solventi».
La polizia provinciale ricostruisce che negli anni di attività della Lazzi (dal 1940 al 29 dicembre 2003) nell’area sono state presenti due cisterne di gasolio: cisterne che si sarebbero anche forate, visto nel 1997 la Lazzi dovette precedere a una riparazione. Inoltre sono state usate delle sostanze (solventi e lubrificanti) che sarebbero finite direttamente nel terreno. Nel mirino anche il lavaggio dei mezzi a motore: «La dittta F.lli Lazzi - si legge infatti nella relazione della polizia provinciale - non risultava allacciata alla fognatura pubblica (allacciamento avvenuto in data 1/02/200, nonostante la fognatura fosse attiva già dal 1982 sia sulla via Catalani che su via Gemignani)». Altro inquinamento potrebbe essere dovuto a una probabile attività di “grassaggio” dei componenti utilizzando la trielina.
La polizia provinciale, sempre nella propria relazione, esclude anche la possibilità che la contaminazione possa essere stata responsabilità delle altre attività presenti nell’area (agenzia di viaggi, lavanderia, parrucchiere, agenzia immobiliare). Né la situazione sarebbe stata aggravata dall’opera della Guinigi Costruzioni. La Lazzi ha risposto con una nota nella quale sostiene che non esisterebbe «un’unica fonte di inquinamento dell’area, ma che la contaminazione è frutto di contributi causali qualitativamente e quantitativamente distinti posti in essere da soggetti diversi». Una replica che non ha convinto la Provincia che ha così emanato l’ordinanza. Alla quale, tuttavia, l’azienda potrà presentare ricorso al Tar.
Luca Cinotti
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