Il Tirreno

Lucca

Turismo, non si va avanti senza la cabina di regia

di Marco Innocenti
Turismo, non si va avanti senza la cabina di regia

I vertici della Confesercenti lanciano l’appello perché finalmente si individui la struttura che provveda a calendarizzare gli eventi e a promuoverli a dovere

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LUCCA. Centootto attività chiuse in provincia nei primi tre mesi del 2013. Ormai siamo oltre la soglia dell'allarme rosso per i settori del commercio e del turismo, che peraltro si trovano di fronte ad una nuova, insostenibile ondata di aumenti tariffari. I vertici della Confesercenti non hanno dubbi: se non si vuol portare il centro storico e le attività del turismo a morte definitiva, bisogna cambiare subito i tempi e l'operatività delle decisioni che devono rilanciare le proposte che Lucca è in grado di offrire. E individuare, subito, le modalità migliori per promuoverle soprattutto sui mercati stranieri, visto che quello interno è in flessione. Giuliano Cesaretti ed Emanuele Pasquini, presidente e direttore della Confesercenti, non hanno peli sulla lingua: «Se si perpetua il vecchio, stantio modello di fare iniziative senza inserirle all'interno di un calendario unico, se si continua a non promuoverle con ogni mezzo, in Italia e all'estero, con almeno un anno di anticipo non andremo lontani. Serve a poco disporre di una città bella e ricca di eventi, se non siamo in grado di comunicarli e di rapportarci con i soggetti che possono essere utili per far aumentare gli arrivi».

Un esempio, sotto questo profilo, può arrivare da VerdeMura. Avete idea di come sia stata pubblicizzata la manifestazione,a quali potenziali mercati sia stata rivolta e in quali tempi?

«La sensazione è che, come sempre, la promozione sia tardiva e limitata, anche per l'oggettiva assenza di una struttura snella e competente che di questo si occupi. Certo, mancano fondi, ma anche idee e rapidità nell'attuazione delle decisioni. Vorremmo però estendere la valutazione a tutto il sistema della "Rete del Verde" che proprio Il Tirreno aveva proposto con forza già tre anni fa. Il nostro territorio avrebbe la possibilità di sfruttare manifestazioni come VerdeMura, Murabilia, Mostra delle Camelie, Mostra dell'Azalea, Mostra di S. Zita, visite ai parchi delle ville storiche della Piana e della Media Valle (Bagni di Lucca su tutti), visite all'Orto Botanico. Ma da tre anni in qua non si è fatto niente per metterle in rete. Bisognerebbe avere subito le date della manifestazioni non di questo (ormai è tardi), ma del prossimo anno e partire con la promozione. Il segreto del successo sono la programmazione anticipata e la pubblicizzazione tempestiva. Lo confermano i risultati raggiunti dal Summer Festival: quello è l'esempio da seguire».

L'attività degli enti locali, spiazzati dalla improvvida chiusura delle Apt in assenza della creazioni di adeguate strutture alternative, è invece rimasta al palo. Ancora è difficile spiegare, ad esempio, che sarebbe forse meglio spostare di qualche settimana la Mostra delle Camelie, soggetta a continui flop per il maltempo inevitabile del mese di marzo. Si parla di poco più di 12mila presenze per una manifestazione ventennale, che in sè dovrebbe essere di grande richiamo, e nella quale, a differenza di altre, si investe una discreta somma messa a disposizione anche dagli enti pubblici. Difficile giudicare un successo dati del genere.

«Il problema è sempre il solito: gli sforzi dei singoli sono lodevoli e tutto è utile per portare gente. Ma se non si entra nell'ottica di idee che il turismo, risorsa primaria per il territorio, va gestito come una vera e propria industria non ci possiamo aspettare miracoli. Allora mettiamoci al lavoro e partiamo dalle fondamenta: serve una struttura capace di garante efficienza e qualità nella calendarizzazione, nella promozione, nella messa a disposizione del biglietto unico dei musei. E si deve garantire la cura della città, di per sè splendido biglietto da visita».

Sono ricette che tutti ribadiscono da anni, ma non si è fatto niente. È possibile sperare di arrivare a qualche atto, a qualche risultato concreto?

«Nell'incontro alla Camera di Commercio le associazioni di categoria hanno riscontrato una reale disponibilità da parte dei sindaci. La perdita delle Apt e l'assenza di una governance sostitutiva per il turismo hanno creato danni enormi. Tutti si rendono conto che occorre creare una struttura che si occupi della promozione, ora bisogna individuare chi tira le fila. A tutti è parso chiaro che il compito spetta al capoluogo, che deve esercitare un ruolo forte e mirare soprattutto ai mercati esteri».

Siete in grado di dare qualche suggerimento più concreto, oltre a insistere sulla necessità di creare questa benedetta cabina di regia?

«La Confesercenti sta lavorando a un progetto di area vasta che si allarga da Lucca alla costa. Ci sono iniziative allo studio che puntano a qualificare e incrementare il flusso turistico, interagendo anche con le realtà vicine. Possibile, per fare un esempio, che non si riesca ad intercettare che una parte infinitesimale dei 4,5 milioni di turisti che atterranno ogni anno all'aeroporto di Pisa? Possibile che chi atterra al Galilei abbia servizi continui, treni e bus, per andare a Firenze e niente per venire a Lucca? Possibile che non si riesca ad attrarre qualche sparuto gruppo delle migliaia che si fermano nei porti di Livorno e La Spezia durante le crociere?».

Chi sono i vostri interlocutori?

«In primo luogo il Comune di Lucca. Abbiamo avuto anche mercoledì un incontro con l'assessore Favati sui temi del collaborazione nella individuazione e nella promozione degli eventi, ma ci siamo stupiti che non fossero presenti nè un dirigente del settore turismo, nè un componente dell'ufficio di gabinetto del sindaco. Il modo in cui funzionano le strutture tecniche è decisivo e davvero non c'è tempo da perdere: bisogna assolutamente individuare chi si occupa di turismo e come. Tra l'altro temiamo che il ventilato passaggio di competenze all'Unioncamere riporti ad una gestione della promozione fiorentinocentrica, senza lasciare alle Camere di Commercio locali alcun potere reale e tanto meno fondi. È davvero indispensabile avere un soggetto nostro, lucchese, che si occupa del turismo. Oggi non abbiamo organizzazione, non mettiamo a frutto quello che abbiamo. La comunicazione, requisito fondamentale, è davvero scarsa e gestita maluccio, con logiche superate. Tutti hanno capito che serve una struttura, una macchina operativa capace di organizzare, uno strumento tecnico di supporto».

Cosa chiedete e a chi?

«Intanto ci rivolgiamo al Comune di Lucca perché istituisca subito tavoli di lavoro sulle emergenze. Che per noi in questo momento sono il biglietto unico dei musei, la comunicazione, il rilancio del mercato del Carmine, il piano della mobilità e dell'accessibilità. Se nemmeno le associazioni di categoria hanno un calendario delle iniziative non possono farlo conoscere alle strutture ricettive che agiscono poi da promotori sul web, a costo zero. È giunto il momento di agire per coprire tutto l'arco dell'anno con eventi di qualità, incoraggiando gli organizzatori a coprire periodi e luoghi scoperti con adeguate incentivazioni. E dobbiamo recuperare il tempo perso per promuovere a dovere, subito, straordinarie occasioni come i mondiali di ciclismo e il cinquecentenario delle Mura».

Altre proposte?

«L'immediato rilancio del mercato antiquario. Abbiamo incredibilmente perso l'occasione sfruttando il quarantennale, abbiamo dimenticato iniziative collaterali che lo qualificavano, come Carta d'Epoca, non si fa più promozione da anni. E accanto all'antiquariato vanno rilanciati i mercati ambulanti, cercando una collocazione condivisa, ma che diventi stabile e attrattiva».

Da scartare l'idea di utilizzare le piazze Napoleone, del Giglio, S. Giusto e XX Settembre?

«Il mercato ora è marginalizzato in via dei Bacchettoni, collocazione insoddisfacente. Ma c'è da consideare che ci vogliono aree adatte ai 130 banchi da 30 metri quadri ciascuno. Tutto comunque si può concordare, a patto che poi si trovi una sede adeguata e definitiva».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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