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Ospedale, un sopralluogo dell’Autorità di bacino
Stamani Nardi e il suo staff verificano la situazione idraulica nell’area di S. Filippo Per mettere in sicurezza i canali si attende il finanziamento della Regione
LUCCA. Il professor Raffaello Nardi, segretario generale dell’Autorità di Bacino del Serchio e i suoi più stretti collaboratori questa mattina effettueranno un sopralluogo nell’area del nuovo ospedale a San Filippo per verificare la situazione idraulica, dopo l’ondata di proteste che si sta registrando nella zona a causa degli allagamenti. Che gli abitanti imputano proprio ai lavori per la realizzazione del San Luca.
Nardi si fa forte di una lettera inviata a Asl 2 e Provincia l’8 agosto del 2008 in cui esprime una serie di raccomandazione da seguire nel corso dei lavori e di una seconda comunicazione, datata 24 giugno 2010, effettuata dopo i primi allagamenti.
«Allo scopo di mitigare l'impatto delle trasformazioni sul sistema idraulico della Piana di Lucca - scriveva all’epoca Nardi - si raccomanda di basare la progettazione degli interventi di adeguamento idraulico sui seguenti principi: il Canale del Soccorso dovrà essere mantenuto a cielo aperto; l'eventuale ricorso a sezioni chiuse dovrà essere limitato a tratti di lunghezza il più possibile contenuta e in tali casi dovrà essere comunque garantita l'ispezionabilità necessaria per le operazioni di manutenzione. Al fine di mantenere le sezioni a cielo aperto è possibile valutare modifiche al tracciato attuale del canale.
«Per il dimensionamento della sezione di progetto dello stesso canale appare opportuno ricorrere a sezioni sovradimensionate rispetto allo stato attuale, nella prospettiva di incrementare la capacità di invaso complessiva delle rete di drenaggio; le trasformazioni in progetto non dovranno comportare un aggravamento delle condizioni idrauliche nelle aree adiacenti; questo aspetto dovrà essere garantito progettando un sistema idraulico di compenso che, in caso di eventi pluviometrici intensi e prolungati, consenta l'invaso di congrui volumi d'acqua all'interno del lotto dell'ospedale. Il sistema idraulico di compenso potrà essere realizzato utilizzando una o più delle soluzioni seguenti: vasche di raccolta, stoccaggio in aree verdi pertinenziali, sovradimensionamento della rete fognaria bianca».
Per il secondo punto non dovrebbero esserci problemi, l’Asl ha infatti realizzato sotto l’ospedale le dovute vasche di laminazione e semmai sarebbe interessante verificare se la stessa cosa è stata fatta, come prevedeva da legge, da quanti hanno costruito nell’area di San Filippo dal 2001, quando questa norma è diventata obbligatoria.
Per quanto riguarda il Canale del Soccorso, si attende che la Regione stanzi il finanziamento di 850mila euro per ricalibrare tutto il tratto fino all’Ozzoretto. Questo intervento, insieme a quelli che saranno effettuati sul reticolo idraulico minore con altri fondi regionali (150mila euro alla Provincia, 300mila euro al Comune) dovrebbero consentire di risolvere il problema, evitando nuovi allagamenti, con i relativi danni e disagi per gli abitanti delle zone limitrofe.
Ci si poteva pensare prima? Probabilmente sì. La relazione tecnica che supporta l’atto deliberativo della scelta di San Filippo da parte del Comune di Lucca consta di appena due pagine, a Pistoia - tanto per fare un esempio - lo studio si articola in trenta pagine.
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