La messa di Pasqua sarà celebrata nella tensostruttura
La storica chiesa di Marlia è inagibile dopo il terremoto e il parroco fa installare la copertura davanti a S. Caterina
MARLIA. La messa di Pasqua sarà celebrata nella tensostruttura montata davanti alla chiesa di Santa Caterina. Festività dall'atmosfera un po' insolita per la comunità marliese.
La storica chiesa di Marlia in piazza Matteotti infatti è chiusa dallo scorso 25 gennaio per i danni causati dal terremoto e si prevedono tempi lunghi per i lavori di consolidamento della struttura. Ora è transennata e le funzioni religiose si svolgono in Santa Caterina, assai più piccola e decentrata, di qualche centinaia di metri più lontana dal centro.
E dove oggi la capienza della chiesina, assai ridotta per ula frazione più popolosa del capannorese, dovrà contenere tutti i parrocchiani per la domenica delle Palma.
Così don Fulvio Calloni in occasione della prossima domenica di Pasqua (31 marzo) ha deciso di fare installare una tensostruttura per accogliere i fedeli, prevendedo una partecipazione ancora più numerosa.
«“Sarà montata il prossimo giovedì santo, in modo da fare fronte ad una partecipazione sicuramente numerosa dei fedeli e garantire un'accoglienza adeguata – fa sapere il parroco di Marlia - certamente siamo sacrificati, le difficoltà si toccano con mano, ma ho riscontrato un forte spirito di comunità. C'è tanta voglia di pregare e stare insieme».
La chiusura della chiesa è una ferita aperta, proprio nel cuore del paese.
Per almeno due anni dovrà restare chiusa.
La chiesa attualmente in alcune parti è compromessa.
Il campanile, una torre di vedetta risalente a 1200 anni fa, nell’oscillazione ha danneggiato una volta e una vela.
I segni delle crepe sono ancora visibili.
«Per il ripristino serve un lavoro enorme e costoso. La speranza è che i lavori di ristrutturazione possano iniziare il prima possibile. In questi giorni attendo un rendiconto sulla valutazione dei danni subite dalla volte e le modalità di intervento per studiare un piano di restauro, dopo le verifiche dei tecnici che sono saliti sul tetto. Il problema è che i tempo sono lunghi, dobbiamo interagire con tanti enti, anche la Soprintendenza, per le necessarie valutazioni ed autorizzazioni».
La Conferenza Episcopale Italiana, come aveva già anticipato don Calloni, potrebbe coprire una parte della spesa.
Ma le risposte non arriveranno prima del mese di maggio del 2014.
La chiesa, cresciuta un pezzo alla volta su una struttura del 7° secolo, nella conformazione attuale risale ai primi dell’800.
È la chiesa più grande, la principale della comunità marliese.
Mentre continua ad essere sotto osservazione la caratteristica chiesina di San Giusto alla Caipira, la più antica della Lucchesia e tra le più antiche della Toscana, un piccolo capolavoro di immenso valore storico, dopo l'allarme lanciato da parte di Italia Nostra.
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