Spirito di gruppo, ma decisioni dall’alto
I dipendenti dell’Asl valutano l’organizzazione interna dell’azienda: poche le possibilità di crescita
LUCCA. Con oltre 2mila dipendenti l’Asl 2 è la pià grande azienda della Lucchesia. Una azienda che svolge una funzione essenziale, garantire la salute dei cittadini, e che per prima deve essere in buona salute per funzionare bene, per una gestione efficiente dei servizi. Lo è veramente? Il laboratorio di management e sanità della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa ha svolto una indagine fra i dipendenti dell’Asl 2. Con lo scopo di rilevare “le percezioni e i motivi di soddisfazione e insoddisfazione dei dipendenti nei confronti della propria realtà organizzativa”.
L’indagine. dipendenti sono stati chiamati a esprimere la propria opinione in relazione ai temi quali le condizioni di lavoro in cui si trovano ad operare, la comunicazione e l’informazione all’interno dell’azienda, le opportunità di crescita professionale, la qualità delle relazioni con i colleghi e con i superiori, la capacità di lavorare in squadra, le opportunità formative messe a disposizione dell’azienda e la conoscenza dei meccanismi di programmazione e controllo. Dalle risposte esce uno spaccato della realtà aziendale utile per capire il clima interno. La scala delle risposte va da 1 (totalmente in disaccordo) a 5 (totalmente d’accordo).
L’azienda. Le possibilità di crescita professionale. Vota 3, quindi intermedio, il 34% del personale, 2 il 26%. Come dire che la maggioranza ci crede poco. Stesso risultato più o meno per quanto riguarda le chance di cambiamenti e innovazioni e per la domanda se l’azienda incoraggia e facilita la collaborazione fra strutture. Il 70% del personale opta da 1 a 3 per la risposta al quesito sull’interessamento della direzione all’andamento della sua struttura. La percentuale si abbassa – di poco - sulla fiducia nelle capacità gestionali della direzione. E’ sempre 3 (quindi il voto intermedio) la percentuale più alta (33%) alla risposta sull’adeguatezza delle strutture tecniche e (26%) sull’adeguatezza dell’ambiente di lavoro.
Il management. Voto più positivo, prevale il 4, sulla conoscenza e la chiarezza dell’organizzazione interna della struttura in cui si lavora. Buona anche la risposta sul riscontro sulla qualità del lavoro e i risultati raggiunti e sull’organizzazione delle riunioni interne. Crolla invece il voto (maggioranza 1) sul fatto che ci sia coinvolgimento del personale quando devono essere prese decisioni che riguardano la struttura. Ben pianificato il lavoro all’interno del gruppo? Soddisfacente è la risposta prevalente. Pochi invece sono completamente d’accordo sul fatto che le proposte di miglioramenti vengano prese in considerazione, mentre è diffuso il sentimento di far parte di una squadra che collabora per raggiungere risultati comuni, così come il senso di solidarietà fra colleghi e la soddisfazione per la struttura operativa, al punto che la maggioranza consiglierebbe un altro di farne parte. Chiare le direttive sulle attività da svolgere. Contrastanti le risposte sul fatto di essere rassicurato e incoraggiato dopo un insuccesso e sulla capacità del dirigente di gestire le situazioni conflittuali. Dirigente che la maggioranza ritiene facilmente contattabile e capace di delegare. Il personale si sente responsabilizzato sulla qualità dei risultati relativi al lavoro, di cui si ritiene sostanzialmente soddisfatto.
Il budget. Solo una minoranza ritiene di avere avuto modo di condividere largamente gli obiettivi di budget, mentre è più suddivisa la risposta sulla verifica degli obiettivi.
Comunicazione e informazione. Il 40% risponde 3, voto intermedio quindi, alla domanda se l’informazione è diffusa in modo efficace, percentuale che si abbassa sull’informazione relativa ai risultati aziendali e in particolare sulle strategie importanti e l’organizzazione.
La formazione. Voto 3 (32%) sulle opportunità di formazione, che viene considerata uno strumento efficace per sviluppare le competenze e utili per migliorare il lavoro. Buono anche il livello di soddisfazione relativo ai metodi con cui sono svolte le attività e sulla qualità della formazione.
L’ospedale per intensità di cure.
Il 40% vota 3 alla domanda se si ritenga che sia stato implementato questo modello di organizzazione ospedaliera, mentre al quesito se al paziente sia assegnato un medico di riferimento il voto più alto è quello del completo disaccordo (27,5%). (f.t.)
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