Il presidio
«Aggredito senza motivo ho temuto il peggio»
La vittima accusa Andrea Palmeri, la polizia indaga. «Ero all’Ottavo Nano, mi ha affrontato e minacciato e quando sono uscito mi ha colpito all’occhio»
LUCCA. Un pugno devastante. Sferrato da due passi. Le nocche che colpiscono in pieno l’occhio sinistro e provocano un disastro. Ora Stefano Benassi, camerieie di 34 anni, dal dicembre 2011 residente a Lucca (è di Castelnovo ne’ Monti provincia di Reggio Emilia) è ricoverato in neurologia. La prognosi è riservata per la funzionalità, intanto, di quell’occhio martoriato da un cazzotto. «A colpirmi - dice Benassi - è stato Andrea Palmeri (esponente della destra più volte finito in tribunale) che adesso mi chiede scusa con sms: dice che era fuori di sé. Intanto io sono la vittima e attendo con ansia l’esito della Tac per capire se davvero domani potrò essere operato».
Benassi, racconta e denuncia. Denuncia «perché è opportuno che tutti e tutte sappiano cosa può accadere a Lucca se hai la barba lunga, indossi vestiti ritenuti sbagliati da certe persone che portano avanti idee di estrema destra e hai la "sfortuna" di trovarti un venerdì sera nello stesso posto di questi individui. E poi perché credo che sia opportuno ristabilire un certo grado di attenzione su questi fatti, proprio per arginare la latente impunità/omertà di cui godono queste persone».
I fatti, secondo Benassi, avvengono venerdì notte intorno all’1 al pub “Ottavo nano” in via Cantore a Porta Elisa. «Una volta arrivato alla mia ordinazione mi accorgo dell'arrivo di Andrea Palmeri che entrava nel locale con parecchia foga spostando chiunque fosse sul suo cammino, creandosi un varco tra gli avventori per arrivare ad avere a che fare direttamente con me. Vista la quantità di persone presenti intorno al bancone, non è riuscito ad arrivare davanti al sottoscritto, ma si è dovuto fermare a due persone di distanza. Ha iniziato a guardarmi e a gridarmi in faccia: “Reggio Emilia Reggio Emilia, viva il Duce viva il Duce!” riferendosi alle mie origini emiliane e facendo il saluto romano. Intanto continuava a dirmi: “Qui mi vogliono tutti male perché sono fascista”. Gli ho risposto di non avere alcun tipo di problema con lui, visto che stavo concludendo la mia serata con amici e il mio unico interesse era quello di stare tranquillo e di divertirmi. Di contro mi ha risposto: “Se tu non hai problemi, allora te li creo io”. E mentre pronunciava queste parole ha estratto un coltello dalla tasca del giubbotto e me lo ha puntato alla gola davanti a tutti. È intervenuto un dipendente del locale che ha tentato di fermare quello che stava accadendo in maniera alquanto blanda, visto che, invece di disarmare il mio aggressore, chiamare le forze dell'ordine e allontanarlo dal locale, semplicemente gli ha preso la mano che teneva il coltello e lo ha invitato a rimetterla in tasca».
Nel vedere questa scena, pensando alla probabile violazione dell'incolumità di coloro che erano presenti nel locale, il giovane è uscito dal locale, invitando gli amici a non seguirlo e a stargli il più lontano possibile.
«Sono arrivato in strada per prendere una boccata d'aria, dando le spalle al locale. Un attimo dopo mi sono sentito picchiettare sulla spalla, ingenuamente mi sono girato per vedere chi fosse e mi sono trovato Palmeri davanti che mi ha sferrato un pugno (con un probabile tirapugni o comunque con un qualche oggetto atto ad offendere) nell'occhio sinistro, con una violenza inaudita, provocandomi un dolore difficile da descrivere.
«Sono riuscito a restare in piedi davanti al mio aggressore con la faccia insanguinata e mi tenevo l'occhio con una mano. Lui mi è rimasto davanti e io gli ho chiesto come mai mi avesse colpito e se volesse continuare a picchiarmi o tirarmi una coltellata, visto che non ero accasciato a terra, come probabilmente si aspettava che sarebbe successo. Nel frattempo alcuni ragazzi hanno chiamato la polizia: quando è arrivata, il mio aggressore si è dileguato».
Benassi ha barba, capelli lunghi, codino su 1,87 di altezza. «Ma non faccio politica – dice –. In Emilia per una decina d’anni ho collaborato con l’Arci. Tutto qui».
La polizia pare escludere il movente politico e indaga per ricostruire quanto avvenuto dentro e fuori il pub. Già ascoltati diversi testimoni. Adesso il questore Claudio Cracovia valuta la posizione di Palmeri sotto il profilo dell’applicazione di eventuali misure di polizia giudiziaria e di prevenzione.
«Io l’aggressore l’ho conosciuto la scorsa estate – spiega ancora Benassi –. Sono andato nel suo locale in Cittadella perché volevo vedere che tipo è. Ero curioso di capire perché se la prende con la gente. Per esempio con un mio amico di colore, spesso aggredito anche fisicamente per strada. E poi dalle mie parti Palmeri lo conoscono di fama per i suoi trascorsi di ultras del calcio. Era stato un incontro civile, sereno. Ci eravamo stretti la mano, parlati: Palmeri mi aveva raccontato della sua vita, dell’episodio di Sofia. Successivamente ci siamo incrociati in città: un saluto e via. Mai successo nulla tra di noi, nessuna tensione. Fino a venerdì sera. Ora sto cercando un buon avvocato e soprattutto spero di non aver riportato danni permanenti. Mi opereranno all’arcata orbitaria, al setto nasale. Poi i medici potranno sciogliere la prognosi. Qui in ospedale confidano che non abbia riportato lesioni anche alla testa».
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