Spazi aperti per i bambini e casette di legno
LUCCA. Casette di legno per le mamme che devono allattare i piccoli, oppure gestite a turno dalle associazioni. E poi tanti spazi per far giocare i bambini all’aria aperta. Sono le proposte, per il...
LUCCA. Casette di legno per le mamme che devono allattare i piccoli, oppure gestite a turno dalle associazioni. E poi tanti spazi per far giocare i bambini all’aria aperta.
Sono le proposte, per il futuro delle Mura, della professoressa Simonetta Simonetti. Che non è convinta della possibilità di organizzare un mega concerto sulle Mura (si riferisce a The Wall di Roger Waters). «Sento già i commenti - scrive la professoressa Simonetti -: retrograda, gretta conservatrice, è importante attrarre, attrarre sempre più gente! Sarà ma non la penso così, almeno questo si potrà dire. Perché cosa ci faresti sulle Mura? Troppo facile come domanda: ci farei giocare a mondo, a cerchietti, un bel giro con il cerchio, una pista per i tappini e poi qua e là in quei piccoli spazi verdi una casetta di legno attrezzata per le mamme che allattano o che devono cambiare i pannolini senza fare vere e proprie acrobazie come capita. Metterei ad ogni baluardo un “barino” aperto da primavera a settembre, qualche tavolino in più e qualche sedia; piccole casette di legno in tono con l’ambiente naturale, attrezzate in modo francescano e gestite a turno da associazioni; nelle sere d’estate ci organizzerei momenti ricreativi aperti a tutti e per tutti i gusti».
Perché - dice la professoressa - le Mura «per noi non erano il salotto buono, quello che sta quasi sempre chiuso, con le poltrone coperte dalla plastica perché si mantengano pulite, quello che si apre solo per la benedizione del prete e quando viene qualcuno di importante. No, per noi erano e sono tuttora una stanza sconfinata dove la gente va e viene, si ferma, riparte, si perde in un sogno, si riprende da un dispiacere».
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