Il Tirreno

Lucca

Ok allo spostamento dell’elettrodotto Spezia-Acciaiolo

di Luca Cinotti
Ok allo spostamento dell’elettrodotto Spezia-Acciaiolo

Terna disponibile a mutare il tracciato a Maggiano e a interrarlo a Cerasomma. E sarà ridotta la potenza

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Potrebbe essere a una svolta l’annosa e complicata vicenda dell’elettrodotto Acciaiolo-La Spezia che attraversa Cerasomma e Maggiano fra le proteste degli abitanti preoccupati per le emissioni elettromagnetiche. In una recentissima riunione da Terna (società che gestisce la rete elettrica) è arrivata la disponibilità a spostare la linea elettrica a Maggiano e a interrarla a Cerasomma. E, in tempi ancor più brevi, a ridurre le emissioni.

Questi tre punti sono i cavalli di battaglia del comitato che da anni sta combattendo a difesa della salute dei cittadini. Per quanto riguarda lo spostamento della linea (una delle più importanti della Toscana) nel tratto in cui transita da Maggiano, il problema maggiore era costituito da una cabina che Terna dovrebbe costruire in una vecchia cava di Balbano. Ora l’accordo con il privato che ha la proprietà della cava sarebbe in dirittura d’arrivo e così si potrebbe cominciare a lavorare per spostare la linea dell’elettrodotto in una zona più lontana dalle abitazioni.

Non va, infatti, dimenticato che oltre alla questione di salute gli esponenti del comitato mettono sul tavolo anche quella economica del deprezzamento delle costruzioni più vicine ai grandi tralicci. Fino al caso di un agriturismo (la Villa di Farneta) che si trova con un pilone proprio di fronte all’ingresso: un anno e mezzo fa il proprietario spiegava che molti turisti quando si rendevano conto della situazione preferivano rifare le valige e trovare un’altra sistemazione.

Per quanto riguarda invece l’attraversamento della zona di Cerasomma, più a sud ai confini con la provincia di Pisa, la situazione è ancora diversa. In questo caso l’ok di massima sarebbe per una soluzione radicale, vale a dire l’interramento della linea elettrica. Se però questo non fosse un risultato raggiungibile (per motivi economici e logistici) anche in questo caso Terna sarebbe disponibile a studiare un modo per spostare i tralicci.

Se questi due punti si realizzeranno giocoforza solo fra qualche tempo, diverso è lo stato delle cose per la riduzione delle emissioni. Secondo il comitato e gli abitanti, infatti, la linea ad alta tensione emette un campo elettromagnetico troppo alto. E proprio questa era stata una delle richieste che il comitato aveva inoltrato direttamente al sindaco Alessandro Tambellini, portando anche ad esempio l’elettrodotto di Sant’Alessio dove i valori del campo magnetico sono sensibilmente più bassi e chiedendo - quindi - una sorta di “par condicio” fra gli abitanti del Comune di Lucca.

Va ricordato che proprio nella zona di Maggiano si trova una centralina acquistata dalla Provincia e gestita dall’Arpat per monitorare il campo elettromagnetico.

Nell’ultimo periodo per il quale sono disponibili i dati (vale a dire il mese di gennaio scorso), l’emissione massima della mediana nelle 24 ore è stata di 2,02 microTesla (l’unità di misura del campo elettromagnetico). Tradotto in soldoni, queste emissioni sono molto al di sotto del limite di legge previsto dal consiglio dei ministri nel 2003 (che è fissato in dieci microTesla), ma sono anche dieci volte tanto qil limite fissato dall’Organizzazione mondiale della sanità che oscilla fra 0,2 e 0,3 microTesla.

Più basso il valore registrato invece nella zona di via della Bordogna dove, sempre a gennaio, il valore della mediana massima nelle 24 ore si è fermato a 1,76 microTesla.

Per la cronaca, il valore più alto è stato registrato con 2,81 microTesla a San Carlo, in provincia di Massa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino