Sicurezza
La promessa del sindaco: «Sorteggio per gli scrutatori»
Dopo le polemiche Alessandro Tambellini spiega che ha già dato mandato agli uffici per trovare un modo di nominare i componenti dei seggi grazie alla sorte
LUCCA. Il sindaco Alessandro Tambellini dà il solenne annuncio: ha dato incarico agli uffici di mutare le norme per la scelta degli scrutatori. Non vuole più, assicura, situazioni che possano prestare il fianco a critiche e a sospetti che comunque a suo dire sono assolutamente privi di fondamento.
Sindaco, una vicenda mica tanto piacevole queste degli scrutatori e scrutatrici parenti di esponenti della maggioranza o comunque legati a persone al governo della città. Come pensa di uscirne? Cambierà qualcosa? Anche perché non è escluso che si torni presto alle urne e quindi non c’è tempo da perdere.
«Ho dato disposizioni precise agli uffici anagrafe e elettorale di rivedere tutto. Ho fornito le istruzioni del caso».
Significa che?...
«Che verrà aggiornato l’elenco degli scrutatori, al momento composto da circa 4mila persone alcune delle quali non vanno al seggio da tempo immemorabile. Il primo passo sarà rinnovare l’elenco inserendo gente disponibile a andare alla sezione elettorale. E poi scegliere le persone attraverso il sorteggio. Come accade anche in comuni vicini».
Non ci poteva pensare prima?
«È vero, verissimo. Ho sbagliato, ma non ho avuto il tempo per pensare anche a questo essendo travolto dalle mille incombenze del Comune. Colpa mia, mi scuso».
Lei, tra l’altro, prima delle comunali del 2012 aveva chiesto di rivedere i criteri di scelta degli scrutatori.
«Proprio così. Mi è testimone Matteo Garzella (attuale presidente del consiglio comunale, ndr). Segnalavo che il meccanismo non andava bene, non funzionava a dovere. Secondo me l’ufficio dello scrutatore dovrebbe essere visto come una specie di servizio civile da svolgere senza alcuna forma di compenso. Questa resta la mia idea, anche se mi rendo conto che per un giovane o per una persona senza lavoro siano utili i 150 euro del compenso».
In questa vicenda ci sono elementi di inopportunità: è d’accordo con questa lettura?
«Ma sì. Anche se, lo dico e lo ribadisco, tutto quanto è stato fatto secondo la legge. Seguendo alla lettera le indicazioni. E comunque ribadisco che faremo le correzioni dovute. Subito. Non accetterei di ritrovarmi a un mese dal voto con le vecchie regole».
Sta dicendo che chiede un metodo chiaro, limpido, inattaccabile?
«Sto affermando proprio questo. Un modo di operare che sia in linea con la mia amministrazione che fa della legalità e della trasparenza uno dei suoi capisaldi. Voglio, o meglio pretendo, un metodo valido per tutti. Che non si presti a fraintendimenti di alcun genere».
Le critiche fioccano sulla sua amministrazione per il caso-scrutatori.
«Mi disturba che da qualche parte si metta in dubbio la moralità degli amministratori. Quando si usano certe parole che voglio neppure ripetere (parentopoli, ndr) si dà l’idea - sbagliatissima - che è stato compiuto un atto illegittimo che ha violato le leggi. Così non è stato. E comunque dalle prossime elezioni avremo un sistema che non si presterà ad alcuna discrezionalità».
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