Il Tirreno

Lucca

Spariscono 2 milioni dalle casse della Snai, denunciati 19 gestori

Sono accusati di appropriazione indebita per aver intascato soldi che dovevano versare alla società delle scommesse

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LUCCA. Diciannove gestori di altrettanti punti Snai dislocati in varie regioni italiane sono stati denunciati dalla Snai Servizi con l’accusa di appropriazione indebita ed esercizio abusivo del gioco. Secondo i manager della più importante società italiana per la raccolta e la gestione delle scommesse sportive (dal calcio all’ippica) in un periodo che va dalla fine del 2011 alla fine del 2012 i gestori «infedeli» si sarebbero impossessati di una cifra che sfiora i due milioni di euro. Le denunce sono partite dal procuratore speciale della Snai con sede a Porcari che ha inoltrato le segnalazioni degli ammanchi ai carabinieri di Capannori, guidati dal maresciallo Antonio Fasiello, competenti per territorio. Dopo un accertamento «per tabulas» i militari hanno inviato le denunce alla procura della Repubblica per gli adempimenti del caso.

Appropriazione indebita. Il danno più grave, economicamente parlando, alla Snai Servizi sarebbe stato commesso da un gestore delle scommesse dell’hinterland napoletano. Stando all’accusa il titolare dell’agenzia si sarebbe appropriato di una somma pari a 540mila euro nel corso del 2012 che in realtà avrebbe dovuto girare alla Snai che è il licenziatario statale (organizza ogni tipo di scommessa legale dietro concessione, autorizzazione e licenza rilasciata dai Monopoli). Dietro all’agenzia napoletana ce n’è un’altra campana che doveva consegnare alla Snai 162mila euro. Terzo posto per un’agenzia di scommesse con sede ad Arcore (150mila euro). Soltanto un’agenzia accusata di irregolarità in Toscana: quella in Lucchesia ubicata all’interno di un supermercato. Lì, stando alla denuncia, il titolare si sarebbe impossessato senza effettuare la necessaria erogazione di 64mila euro.

Regioni e controlli. I punti Snai incriminati riguardano le province di Caserta, Napoli, Palermo, Caltagirone, Potenza, Frosinone, Milano, Roma, Cosenza, Lucca e Verona. E non si tratta di episodi isolati. Perché già a partire dal 2009 la Snai aveva effettuato riscontri evidenziando irregolarità e denunciando i gestori di cinque punti dislocati in Puglia, Marche, Campania, Lombardia ed Emilia Romagna. In quella circostanza i cinque gestori si sarebbero appropriati di una cifra di poco superiore a 1,3 milioni. Cosa accadrà adesso? I gestori delle ricevitorie indagati per appropriazione indebita saranno interrogati, alla presenza dei loro legali e per rogatoria in tutta Italia, dalle forze dell’ordine del luogo dove sono collocati i punti Snai per smontare le accuse mosse nei loro confronti. Al termine dell’inchiesta la procura deciderà se rinviare a giudizio o chiedere l’archiviazione. (l.t.)

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