Il Tirreno

Lucca

Tanti gli over 40 a caccia di un lavoro

di Alessandro Petrini
Tanti gli over 40 a caccia di un lavoro

Cambia il profilo di chi si reca al Centro per l’Impiego. Sempre più adulti, con esperienza e che hanno perso il posto

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Qualche piccola ruga e un lungo carico di esperienza lavorativa alle spalle. Il nuovo esercito degli iscritti al centro per l’impiego è quello degli over 40.

Si tratta di un profilo che fino a un paio d’anni fa era raro da vedere dalle parti degli uffici di San Vito. Ora, invece, sono molte le persone nate prima del ’72 che hanno perso l’occupazione e cercano disperatamente il modo di reinserirsi nel mercato del lavoro. Un fenomeno figlio di una crisi che ormai non risparmia più nessuno e che, pioggia o sole che sia, allunga la fila che ogni mattina si forma di fronte al centro per l’impiego molto prima dell’orario di apertura.

Quarant’anni circa, ma molto spesso anche una decina di più, con una lunga carriera alle spalle con un post a tempo indeterminato. Persone che hanno iniziato a lavorare prestissimo, in tantissimi casi anche prima di finire le scuole superiori, e poi hanno sempre svolto quello acquisendo una grande esperienza.

Poi succede che le difficoltà economiche portano alla chiusura dell’azienda e queste persone si ritrovano senza un lavoro e un reddito fisso magari a una decina d’anni dalla pensione.

«Questi profili sono in drammatico aumento – racconta il direttore del centro per l’impiego Giuseppe Fanucchi – e si tratta anche del target più difficile da ricollocare. Del resto di fronte a una drastica contrazione delle opportunità, le aziende che assumono preferiscono prendere giovani con un titolo di studio più elevato ai quali far firmare contratti di apprendistato. E questo comporta tutta una serie di difficoltà per trovare nuove motivazioni per quanto riguarda i corsi di aggiornamento e di formazione».

Un settore sempre più ampio che taglia la società in modo trasversale visto che all’interno vi si trovano profili elevati come ex direttori di reparti commerciali ma anche operai e magazzinieri.

Quelli che invece sembrano essere più avvantaggiati nella corsa al reinserimento sono i laureati. «Nelle statistiche ne troviamo di quelli che faticano ma le difficoltà che scontano sono le solite che avevano prima e la crisi non ha inciso troppo su di loro – prosegue Fanucchi – in più devo dire che il fatto di avere un titolo di studio più elevato, soprattutto nei settori tecnici, aiuta parecchio».

Ma il trend di crescita del numero degli utenti è in costante aumento, come testimonia il +28,3% tra febbraio e agosto di quest’anno che ha portato il saldo delle iscrizioni a 5.651 negli uffici di Lucca e della Valle del Serchio.

«L’altro dato impressionante - aggiunge - sono le 60.171 prese in carico che abbiamo registrato nel 2011. In pratica si tratta di tutte le volte che la nostra accoglienza riceve una persona, che può essere per l’iscrizione ma anche per un servizio o per la formazione. Il numero è altissimo e in virtù delle nuove disposizioni contenute nella legge Fornero è destinato ad aumentare visto che si rende obbligatoria la frequenza dei centri per l’impiego. In tutto questo però il numero degli addetti è destinato a rimane invariato e genera una situazione della quale per il momento dobbiamo farci carico anche se in Italia abbiamo già ora un rapporto tra addetti e utenza che è più basso rispetto all’Europa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani