Il Tirreno

Lucca

Centro storico affollato ma pochi gli acquisti

Il primo weekend dello shopping natalizio non rispetta le aspettative dei negozi la crisi e la 13ª non pagata e comunque assorbita dalle tasse frenano i consumi

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LUCCA. Primo weekend dedicato allo shopping tra alti e bassi, ma con la tendenza da parte della potenziale clientela a prendere nota dei prezzi e rinviare gli acquisti a momenti migliori.

Al mattino, il gelo ha tenuto lontano la gente dal centro storico, ma nel pomeriggio la situazione è cambiata. Merito anche del Desco (termina oggi) che ha richiamato molti visitatori attratti dai prodotti di alta qualità dell’enogastronomia.

Iv via Roma, via S. Croce, via Fillungo grande calca nel pomeriggio, ma tutto sommato pochi i sacchetti dei negozi visti in circolazione. «La crisi c’è, si avverte e preoccupa - dice Giancarlo Puttini titolare di Diffusion -. Oltretutto entro il 17 c’è da pagare l’Imu e per tante famiglie sarà una mazzata. Ecco perché molti negozi sono deserti. Prima di spendere i clienti ci pensano su due volte, magari entrano, chiedono il prezzo e dicono che ripasseranno. E se il sabato e la domenica qualcosa si muove, il pianto vero è durante la settimana con la città semi deserta».

Più ottimista Umberto Tenucci, storico commerciante di abbigliamento: «Sta andando meglio del previsto e spero che questo inizio sia un buon segnale in vista dello shopping natalizio che entrerà nel vivo tra qualche giorno».

Quando arriveranno le tredicesime, in parte però già ipotecate dalla seconda rata dell’Imu.

Ecco perché in molti sperano nei turisti stranieri, che non mancano a Lucca. «Da noi - spiegano nel negozio di pelletteria Innocenti in via S. Croce - si sono visti parecchi giapponesi, che di fronte ai prodotti di assoluto livello delle aziende italiane non sanno resistere e acquistano. Il debutto natalizio non è andato assolutamente male».

Diverso il discorso per altre attività commerciali.

Piene di gente le profumerie e alcune catene, molta gente con il naso appiccicato alle vetrine di oreficerie e gioiellerie. Uno dei negozianti del settore spiega però che per riuscire a vendere orologi di pregio o gioielli costosi occorre attendere i giorni immediatamente precedenti il Natale.

Un fine settimana tra luci e ombre, con la gente che aspetta a concludere gli acquisti più impegnativi e spesso si accontenta di regali poco impegnativi, dal costo non molto alto. Quest’anno, poi, si sta facendo largo il concetto che è preferibile acquistare da piccoli imprenditori, piccoli artigiani, piccole librerie indipendenti, oppure dall'amica che realizza gioielli con materiali riciclati, dall'amico che ha un agriturismo dove produce marmellate e conserve.

«Facciamo in modo che i nostri soldi arrivino a gente comune, che lavora seriamente e che ha bisogno di essere sostenuta e non alle multinazionali, così facendo saremo noi a dare una mano alla nostra ripresa e molte più persone potranno vivere un Natale sereno» è uno dei post più cliccati sul sociale network Facebook. (d.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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