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Bandito con il revolver in sala giochi
Volto travisato da una maschera di carnevale minaccia gli avventori e lancia un fumogeno per guadagnare l’uscita
ALTOPASCIO. La criminalità alza il tiro e affina i metodi per guadagnare la fuga. Per la prima volta in Lucchesia compare un fumogeno da stadio lanciato dal rapinatore nel luogo oggetto del colpo in modo da creare una densa cortina e guadagnare l’uscita senza correre il rischio di essere inseguito dalle vittime o dagli avventori del locale. Accade lunedì sera alle 20,45 alla «Bocino Slot House» in via Romana a Chimenti nel comune di Altopascio proprio accanto al bar birreria di Vittorio Bocini che gestisce entrambi i locali. Il bottino, da un successivo accertamento del titolare del locale, sfiora i 10mila euro. Denaro contenuto all’interno di un borsello simile a quelli usati dai gestori delle pompe di benzina. I soldi dell’incasso della giornata.
Maschera e pistola. Stavolta il bandito solitario - che stando ad alcuni testimoni tanto solitario poi non era visto che è arrivato a bordo di un’auto scura con alla guida un complice - usa una maschera di carnevale e forse una parrucca per celare la sua identità. Approfitta della porta a scatto lasciata aperta per un attimo - che un dipendente cerca senza riuscirvi di chiudere quando si accorge del suo arrivo - per fare irruzione nella sala giochi armato presumibilmente di una Long Colt calibro 45 a tamburo. Un «pistolone» in grado di incutere terrore e paralizzare chiunque. Vittorio Bocini, al momento dell’ingresso del bandito, sta cenando al piano di sopra e da un monitor assiste impotente alla scena. Al piano di sotto nella sala delle slot ci sono due avventori, tra cui un assicuratore altopascese, e un ragazzo che collabora con il titolare e durante la sua assenza si siede alla cassa.
Bandito muto. Non parla il rapinatore solitario. Ma roteando il revolver fa capire bene cosa vuole. «A gesti e muovendo l’arma - racconta Vittorio Bocini che da trent’anni gestisce l’omonimo bar - fa capire al ragazzo di aprire la piccola cassaforte sotto il registratore di cassa. All’interno c’è il marsupio con all’interno i soldi dell’incasso: una cifra che si aggira tra gli otto e i diecimila euro. Afferra il borsello e ordina ai tre di allontanarsi prima di tirar fuori da una tasca un fumogeno del tutto simile a quelli usati allo stadio dai tifosi di curva per le partite in notturna».
Fumo e fuga. Il rapinatore solitario lancia il fumogeno all’interno della sala creando attorno a sè una barriera di protezione in grado da fargli guadagnare l’uscita. Gli avventori e il giovane che aiuta il titolare della sala giochi afferrano il «Piro89» a fiamma libera coprendosi la bocca per evitare di respirare il fumo e lo gettano fuori dal locale. Nel frattempo il bandito è scomparso a bordo di un’auto scura dove ad attenderlo c’era un complice.
Telecamera a circuito chiuso. A riprendere la rapina - che dura più o meno un minuto e mezzo - un sistema di video sorveglianza. I carabinieri del nucleo operativo diretti dal capitano Lorenzo Angioni acquisiscono le immagini e attraverso i fotogrammi cercheranno di trovare elementi utili per identificare il responsabile. «Indossava un giubbotto e pantaloni scuri - racconta Vittorio Bocini - e un paio di scarpe bianche. Sembrava ben piazzato e che, oltre alla maschera che gli copriva la faccia, avesse una parrucca in testa». Sono in corso accertamenti per capire se il bandito fosse ricollegabile alle rapine ai centri scommesse avvenute nel 2012 ad Altopascio.
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