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Infermieri di cellula per migliorare l’assistenza ai malati
Ogni operatore avrà in carico da 13 a 15 ricoverati Una nuova figura di supporto nelle ore di maggiore attività
LUCCA. La nuova organizzazione infermieristica per cellule permetterà una presa in carico più adeguata del paziente. Lo afferma la direzione dell’Asl 2 che, dopo le prime esperienze in chirurgia e ortopedia, si appresta a far partire questo meccanismo anche nell’area medica e oncologica.
Cosìè la nuova organizzazione per cellule?Lo spiega Luciana Traballoni, dirigente delle professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche dell’Asl 2: «L’organizzazione per cellule consente di seguire da 13 ad un massimo di 15 pazienti con un infermiere e un operatore socio sanitario, denominati “di cellula”, che forniscono assistenza adeguata e personalizzata agli utenti nelle 24 ore. In più, nelle ore diurne c’è la nuova figura dell’infermiere di processo, che garantisce la continuità assistenziale, essendo presente in maniera continuativa negli orari in cui le necessità sono maggiori. Solo la notte, quando le attività assistenziali sono ovviamente ridotte al minimo e legate al bisogno, sono presenti un infermiere e un oss».
Per far sì che gli infermieri e gli operatori socio-sanitari completino il bagaglio di competenze necessario per rispondere ai bisogni assistenziali di vario tipo che si presentano, è stato predisposto un percorso di formazione che inizierà tra pochi giorni e che vedrà coinvolti come docenti i medici delle varie specialistiche dell’area medica e oncologica e gli infermieri esperti degli stessi settori. Si stanno anche uniformando gli strumenti operativi per avere una documentazione clinica comune. Questo lavoro è già in fase molto avanzata sulla cartella infermieristica ed è in fase di attuazione sulla scheda terapeutica unica e su altri strumenti.
Una novità importante introdotta grazie a questa riorganizzazione è legata alla creazione di una serie di postazioni di front-office e accoglienza, gestite da infermieri che svolgono una fondamentale funzione di presa in carico, comunicazione ed informazione all’utenza e ciò permette di alleggerire il lavoro degli infermieri presenti all’interno delle degenze, i quali possono concentrarsi in maniera specifica sull’assistenza dei pazienti.
«L’introduzione del nuovo modello organizzativo/assistenziale - conclude Traballoni – può rappresentare un’importante occasione per valorizzare tutte le figure coinvolte».
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