Il Tirreno

Lucca

Storia di un clochard in cerca di un posto dove dormire

Alla mensa dei bisognosi della Comunità di Sant'Egidio i primi ospiti arrivano verso le 18 30. Molti sono uomini, immigrati ed italiani, giovani e anziani. Poche donne, che mangiano in una sala a...

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Alla mensa dei bisognosi della Comunità di Sant'Egidio i primi ospiti arrivano verso le 18 30. Molti sono uomini, immigrati ed italiani, giovani e anziani. Poche donne, che mangiano in una sala a parte. I volontari sono sorridenti ed accoglienti. Offrono subito una bevanda calda. L'atmosfera sembra serena nella sua drammaticità. Ci sono persone giunte lì per svariati motivi, come ci dice uno dei volontari: perdita del lavoro, problemi personali che hanno provocato l'allontanamento dalla famiglia, divorzi. In poche parole: povertà ed isolamento sociale. Si avvicina un uomo, della provincia di Lucca, 64 anni. È capitato lì per la prima volta e vuole sapere dove può andare a dormire per la notte. Sono ormai le 19. Comincia ad essere tardi e a fare freddo. È un uomo calmo. Rassegnato. Porta con sé tutta la sua vita: un carrellino ed un sacchetto con qualcosa da mangiare. I volontari danno tutte le informazioni, ma, purtroppo, l'orario non lo aiuta e i vari centri di accoglienza di Lucca sono già pieni. L'uomo sono se ne va. Non sa dove andare. È stato sfrattato 11 mesi fa e dice di avere una pensione di circa 270 euro al mese. Da quando ha perso la casa, ha girato varie città, dormendo in ostelli (se poteva), in dormitori, treni ed anche all'aperto. Ha passato la sua giornata tra Lucca e Pisa, chiedendo aiuto. Ma, i centri di accoglienza hanno regole da cui non si esce.

Lo seguiamo un po' nel suo cammino alla ricerca di un posto per passare la notte. Ma, anche in centro non trova niente. (c. s.)

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