Italia
Ricoverata in ospedale chiede di votare Allestito uno speciale “seggio volante”
"Libertà è partecipazione" cantava Giorgio Gaber. Probabile che lo stesso pensiero abbia attraversato la mente della signora Maria Vittoria Simoncini, 63 anni, mentre se ne stava chiusa nella sua...
"Libertà è partecipazione" cantava Giorgio Gaber. Probabile che lo stesso pensiero abbia attraversato la mente della signora Maria Vittoria Simoncini, 63 anni, mentre se ne stava chiusa nella sua stanza di ospedale, al nosocomio di Campo di Marte. Ricoverata da giovedì scorso per un problema alle gambe, la signora Simoncini non se la sentiva proprio di rinunciare alle primarie: «Speravo di poter andare a votare di persona - racconta la donna residente a San Filippo - Ma dopo l'ultimo controllo il dottore ha deciso di farmi ricoverare». Nonostante la brutta notizia la signora Simoncini non si è persa d'animo: ha scritto al coordinamento territoriale che organizza le primarie chiedendo di poter votare in ospedale. Gli altri organizzatori si sono mossi velocemente ma non è stato facile trovare una soluzione. Ma sul filo di lana la situazione si è sbloccata: alle 19,30 è stato creato uno speciale "seggio volante", composto da un segretario e da uno scrutatore. Più altre due persone dell'ufficio elettorale per l'iscrizione. «Ci tenevo a partecipare e sono felice che si sia trovata una soluzione - racconta la paziente - Chi voto? Bersani no. c'è bisogno di qualcosa di nuovo. Io vivo con l'assegno sociale e spero che il prossimo leader del centrosinistra possa cambiare le cose anche per chi si trova nella mia condizione. Vediamo come va. La prossima settimana spero di poter andare a votare di persona».
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