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Alla fine due uova lanciate contro lo sportello Unicredit

Alla fine due uova lanciate contro lo sportello Unicredit

LUCCA. Due uova lanciate contro l’agenzia di Unicredit in piazza S. Michele, qualche scritta incomprensibile accanto al bancomat di un istituto di credito in via Fillungo, un po’ di fumogeni colorati...

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LUCCA. Due uova lanciate contro l’agenzia di Unicredit in piazza S. Michele, qualche scritta incomprensibile accanto al bancomat di un istituto di credito in via Fillungo, un po’ di fumogeni colorati (arancio, giallo, rosso e verde) gettati tra il liceo artistico e il caffè Di Simo e i soliti slogan (alcuni davvero anacronistici, refrain triti e ritriti ascoltati nelle curve degli stadi italiani contro le forze dell’ordine) rivolti contro il governo, le istituzioni e i media. Nessuna tensione al corteo studentesco organizzato nel giorno dello sciopero generale della scuola convocato da Cobas e Cgil. Gli agenti della Digos, quelli dell’anticrimine, i poliziotti in divisa e i carabinieri del nucleo informativo passano una mattinata senza sussulti. Il corteo composto in prevalenza da studenti delle scuole medie e secondarie superiori, con qualche universitario e diversi insegnanti di istituti cittadini e periferici, si raduna alle 10 in piazza San Francesco. In testa un motocarro con un pupazzo di orso in bella vista. La mascotte della manifestazione pacifica. Il significato? «Non lo so. - dice una studentessa in prima fila - Ma ci piaceva l’idea». Via della Zecca, via Fillungo, piazza S. Michele. Ci vuole più di un’ora a percorrere quel breve tragitto. Tra passanti infastiditi, commercianti incuriositi che si affacciano alla porta e turisti che scattano foto pensando a qualche manifestazione folkloristica. Sventolano bandiere della Palestina, vessilli rossi con al centro il «Che» e gli immancabili stendardi di Cgil e Cobas scuola. Connotazioni politiche inequivocabili. E poi gli striscioni. Tanti. Alcuni decisamente fuori luogo (uno attacca i media accusati di fornire informazioni incomplete) altri che sottolineano bene la rabbia di chi sa di giocarsi il futuro e vuol lottare per cambiare regole vetuste che non danno speranze ai giovani . Una generazione in movimento. Anti Monti, anti Austerity, anti fascista. Tutti determinati a continuare la mobilitazione sino a quando non otterranno un risultato positivo. Alle 11,30 l’arrivo in piazza S. Michele. Al microfono parlano studenti, precari, insegnanti ed esponenti di giunta. Alle 13,30 si torna a casa. (l.t.)

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