Il Tirreno

Lucca

A FORNACI DI BARGA

Kasa Immobiliare ricorre al concordato per la crisi del settore

BARGA. Anche il settore immobiliare medio-alto attraversa un periodo di crisi nera. Lo testimonia il ricorso per l’ammissione al concordato preventivo presentato dalla Kasa Immobiliare di Fornaci di...

2 MINUTI DI LETTURA





BARGA. Anche il settore immobiliare medio-alto attraversa un periodo di crisi nera. Lo testimonia il ricorso per l’ammissione al concordato preventivo presentato dalla Kasa Immobiliare di Fornaci di Barga attraverso il suo rappresentante legale Giuseppe Piazza, 44 anni, di Sorbano del Giudice. Perché la società a responsabilità limitata della Media Valle costituitasi nel 2002 con capitale sociale interamente versato di 100mila euro aveva operato scelte significative realizzando cantieri pregiati sul piano architettonico. Come il recupero a Barga di un immobile stile Liberty (palazzo del Giardino) situato nel centro del comune, dotato di ampio giardino e da cui erano stati ricavati sei appartamenti con rifiniture di lusso, ascensore e in posizione panoramica. Oppure a Borgo a Mozzano, il recupero e il restauro di palazzo Giorgi, un immobile storico tutelato dalle Belle Arti, di 1200 metri quadrati e corredato da 1000 metri quadrati di giardino storico e parcheggi destinabile (l’intervento non era ancora ultimato) ad attività ricettiva e direzionale. Interventi finanziati con mutui edili. L’andamento del mercato immobiliare, dal 2008 ad oggi, dei muti sub-prime e la degenerazione dell’economia globale ha assunto una dimensione tale da impedire la vendita degli immobili. E la Kasa Immobiliare non riuscendo a piazzare gli appartamenti di pregio non ha potuto far fronte agli impegni con gli istituti di credito contraenti mutui pur disponendo di un patrimonio sufficiente in uno stato di normale andamento di mercato. La crisi della Kasa Immobiliare è quindi di tipo finanziario (liquidità) e quindi ai soci non è rimasto altro che chiedere al tribunale fallimentare l’ammissione alla procedura del concordato preventivo. Il patrimonio della società con sede a Fornaci ammonta a circa 3,1 milioni ed è costituito da beni immobili, i debiti sono in prevalenza privilegiati e riferibili ad operazioni bancarie garantite da ipoteca e rapporti con i fornitori (artigiani, coop, professionisti). Nel complesso i debiti sono di 2,7 milioni. (l.t.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera