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Categorie preoccupate per la tassa di soggiorno

LUCCA. «La tassa di soggiorno è un balzello che impatta in modo importante e grave sull'economia turistica, sulle dinamiche dei prezzi, sulla competitività dei territori e non va trattato con...

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LUCCA. «La tassa di soggiorno è un balzello che impatta in modo importante e grave sull'economia turistica, sulle dinamiche dei prezzi, sulla competitività dei territori e non va trattato con leggerezza. Chi banalizza la questione pensando che alcuni euro di aggravio su ogni presenza siano piccola cosa non ha consapevolezza né del livello di spesa medio del turista, né delle dinamiche dei prezzi nel comparto. Una tassa non è solo una risorsa da spendere, ma una deperimento della capacità di spesa del turista, sottratta non solo al sistema alberghiero, ma alla generale spesa durante il soggiorno».

Andra Martinelli, presidente degli albergatori di Confesercenti insorge contro la previsione a questo punto quasi scontata dell’introduzione della tassa di soggiorno a partire dal 2013. Un capitolo di introiti che già figura nella bozza di bilancio previsionale del Comune, con una cifra generica di 500mila euro (calcolata sull’ultimo dato di turisti in un anno, vale a dire 500mila).

«In una fase in cui già l'aumento dell'Iva ha determinato un aumento generalizzato dei prezzi - continua - quantomeno il tema dovrebbe essere affrontato con delicatezza e prudenza. Non basta la rassicurazione che le risorse siano destinate al turismo. E anche se dovesse davvero servire a sostenere iniziative promozionali vocate al turismo continuiamo a dire "no, grazie"».

Anche la premessa di Confcommercio è che «la tassa di soggiorno, seppure se ne riversino gli introiti sul settore turistico è sempre un dato penalizzante. Non si ripercuote sull’albergatore - dice il direttore di Confcommercio Rodolfo Pasquini - ma sul turista che anche se dovrà spendere solo un euro in più, e comunque un euro al giorno per ogni componente della famiglia, con molte probabilità deciderà di risparmiare il corrispettivo facendo a meno di spendere in altri negozi o esercizi. Un euro in un momento di vacche grasse non si sente; oggi anche due o tre euro sono molto importanti».

«Io penso - conclude Pasquini - che il primo passo debba essere una concertazione tra il Comune e le categorie. perché le categorie vengono ancora prima dell’osservatorio per il turismo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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