Il presidio
Tassa di soggiorno, via dal 2013 mancano solo pochi ritocchi
Da definire l’entità delle tariffe per tipologie e livelli qualitativi delle strutture ricettive entro dicembre sarà stabilita anche la cifra che il Comune prevede di incassare in un anno
LUCCA. Sono da precisare i termini, le differenze di tariffa per strutture ricettive a una, due o più stelle; le eventuali esenzioni per minori o altro. Ma di fatto, la tassa di soggiorno viene ormai data per scontata a partire dal 2013.
Mancano due riunioni - una del panel tecnico e una del panel di indirizzo, organismi dell’osservatorio sul turismo di recente istituzione -, dopodiché i termini della tassa verranno definiti, anche perché stringono i tempi del bilancio preventivo: una prima bozza dovrà essere pronta prima di Natale. E verrà rimodulata la cifra da inserire nel bilancio di previsione. Che, con tutte le probabilità, non saranno i cinquecentomila euro previsti finora (secondo un’equazione di massima: un euro per ognuno dei cinquecentomila turisti arrivati a Lucca nel 2011 secondo una stima in possesso del Comune) ma una cifra più alta.
Un altro dato viene dato per scontato: che gli incassi derivanti dalla tassa di soggiorno saranno utilizzati solo e soltanto per migliorare le politiche, le strutture, le promozioni e gli strumenti direttamente pertinenti al turismo.
Su questo punto in particolare l’assessore al turismo Patrizia Favati insiste.
«Al di là dell’entità e delle modalità della tassa di soggiorno - spiega infatti Patrizia Favati - una cosa fondamentale è l’utilizzo della tassa. C’è già un accordo con la giunta comunale, in base al quale gli introiti della tassa di soggiorno saranno destinati esclusivamente al turismo. Abbiamo già ricevuto tante proposte di miglioramenti da apportare anche alla città». E cita a questo proposito alcuni esempi: «Ci sono tour operator che ci hanno sottolineato l’inadeguatezza delle toilette pubbliche. Potremmo intervenire ad esempio in questo senso. Oppure sul turismo congressuale: villa Bottini è considerata una sede ideale per questo tipo di turismo ma ad oggi, ad esempio, manca di una dotazione tecnologica adeguata. Anche su questo potremmo intervenire con i proventi della tassa di soggiorno. Oppure potremmo migliorare le piste ciclabili o realizzare il percorso dedicato ai portatori di handicap dalla stazione a Porta Elisa, un progetto pronto ma rimasto nel cassetto».
Altro punto che Patrizia Favati tiene a sottolineare è la necessità di concertare «con le categorie le vie che vogliamo seguire, i tipi di turismo su cui vogliamo puntare, in particolare nei periodi di bassa stagione. Tutto questo tenendo fermo un punto: che la città va salvaguardata, dico in rapporto alla qualità di vita dei residenti e all’affluenza di visitatori: ci deve essere equilibrio tra queste due parti».
In discussione ci sono anche i aspetti tecnici: le modalità di riscossione della tassa. L’idea, spiega ancora l’assessore al turismo, sarebbe di «trovare una forma più agevole possibile per i gestori delle strutture ricettive. Sono allo studio software per consentire agli albergatori di versare la tassa al Comune nel modo più semplice e immediato, con il minor dispendio di tempo ed energie. Ovviamente il software verrà loro fornito a titolo gratuito».
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