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Rinviata la messa con fratel Arturo Paoli
LUCCA. Il maltempo ha fermato anche Arturo Paoli. Il sacerdote, che vive nella canonica di San Martino in Vignale, doveva concelebrare la messa delle 11 nella chiesa di San Michele, ma le proibitive...
LUCCA. Il maltempo ha fermato anche Arturo Paoli. Il sacerdote, che vive nella canonica di San Martino in Vignale, doveva concelebrare la messa delle 11 nella chiesa di San Michele, ma le proibitive condizioni meteo e l'allerta per la piena del fiume gli hanno impedito di mettersi in viaggio. L'appuntamento religioso era stato organizzato in vista del suo centesimo compleanno, il 30 novembre.
Il parroco, don Agostino Banducci, ha assicurato che verrà trovata un'altra data festiva, prima del 30, per avere finalmente Arturo Paoli nella chiesa di San Michele e tributargli l'omaggio dei fedeli del centro storico. Durante la funzione religiosa, che si è svolta regolarmente, è stata comunque ricordata la sua figura oltreché letta una sua preghiera. Appartenente alla congregazione dei Piccoli fratelli di Foucauld, Paoli – considerato un profeta vivente - è rientrato in Italia nel 2005, dopo oltre mezzo secolo di esilio. Lui è il teologo dell'”amorizzare” il mondo, del Gesù povero tra i poveri, della chiesa che non protegge i ricchi e i potenti. E questo suo credo nacque proprio nella piazza di San Michele, la parrocchia sotto casa (è nato in via S. Lucia), dove, bambino, andava a giocare con i compagni. Un pomeriggio del 1920 non fu come gli altri: in quella piazza vide scorrere il sangue e la morte. I fascisti ammazzarono due persone e ne ferirono decine dopo un comizio socialista. La sera, a casa, la madre lo tranquillizzò e gli disse: «Gli uomini non si vogliono bene, il nostro compito è di impegnarci per costruire la pace». Una frase che ha segnato tutta la sua vita.
Paola Taddeucci
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