Stefan passa al gruppo Maury’s
Saranno tutte riassunte le 12 dipendenti del punto vendita di San Filippo
LUCCA. Tutti salvi i 12 posti di lavoro per le dipendenti del negozio Stefan di via di Tiglio, a San Filippo. Proprio ieri, infatti, è stato sottoscritto un accordo per la cessione del punto vendita al gruppo Maury’s. Accordo che prevede l’assunzione entro il 5 gennaio 2013 di tutto il personale ed il mantenimento dei livelli retributivi. Ma non solo: il nuovo proprietario aggiungerà una gratifica di 1000 euro a testa come incentivo al passaggio. Stefan, invece, da parte sua, salderà entro il 31 gennaio 2013 i 4 mesi di stipendio arretrato. Adesso, fino al 5 gennaio, per il personale ex Stefan scatterà la cassa integrazione. Mercoledì è in programma un incontro per la definizione degli aspetti legati all'organizzazione del lavoro: orari, turni e mansioni.
Sembra dunque concludersi felicemente una vertenza che ha visto un forte impegno dei sindacati a fianco delle lavoratrici. Una vertenza complicata, anche per le implicazioni legate al difficile, eventuale ricollocamento di dipendenti donne over 40. Ed è soprattutto per questi aspetti che la vicenda è stata attentamente seguita, fin dall’agosto 2010, dalla consigliera comunale Serena Mammini.
Maury’s è una catena di “negozi della convenienza” con circa 60 punti vendita perlopiù concentrati nell’Italia centrale. In Toscana i negozi Maury’s sono a Follonica, Grosseto, Cecina, Piombino e Montecatini. L’azienda ha in programma di aprire nuovi store a Fornacette (Pisa), Prato e Poggibonsi. E, da oggi, a Lucca.
Proprio venerdì, Il Tirreno aveva pubblicato un intervento di Serena Mammini, in cui la consigliera comunale ricordava che da quasi cinque mesi le lavoratrici della catena low cost “Stefan” non percepiscono lo stipendio. «Nonostante i disagi – scriveva la Mammini - e per chi lavora a Stefan i disagi non sono mai mancati, le lavoratrici hanno continuato a dimostrare la loro serietà prestando servizio ogni giorno, festivi compresi, per non nuocere all'azienda. Sono persone d'età compresa tra i 30 e i 40 anni, fascia difficile da ricollocare, a maggior ragione in un momento delicato per il mercato del lavoro».
«Per questo – suggeriva l’esponente Pd – appare sempre più importante che le istituzioni promuovano un vero e proprio “patto etico” con le imprese. Perché solo un patto fondato sulla solidarietà tra le parti è in grado di aiutare tutti – cittadini, imprese, istituzioni - a superare la crisi. Nessuno può farcela da solo».
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