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IL PROFILo DELLA VITTIMA

Del Soldato, tra il lavoro e la passione per la musica

Del Soldato, tra il lavoro e la passione per la musica

MASSAROSA. Aveva compiuto quarant'anni giusto otto giorni fa. Un traguardo che lo scorso 22 ottobre Fabrizio Del Soldato aveva tagliato con quel pizzico di ironia che accompagna certi compleanni un...

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MASSAROSA. Aveva compiuto quarant'anni giusto otto giorni fa. Un traguardo che lo scorso 22 ottobre Fabrizio Del Soldato aveva tagliato con quel pizzico di ironia che accompagna certi compleanni un po' speciali: «Cari amici – aveva detto a chi più gli stava vicino – sto proprio invecchiando». Una battuta con cui voleva sdrammatizzare gli anni che passano.

Un personaggio che si faceva ben volere, Fabrizio. Simpatico, scherzoso, generoso, sempre disponibile. Anche se ultimamente i suoi occhi erano appannati da un velo di tristezza legata alle condizioni di salute del padre Rolando, vittima di una malattia che lo aveva fiaccato e ridotto ad uno stato di semiinfermità a cui il figlio non riusciva a rassegnarsi. Un dolore che Fabrizio Del Soldato si portava dentro e che condivideva con la madre Maria, con il fratello Giovanni e con Alice Giannoni, la compagna che da anni aveva al suo fianco e con cui conviveva. Un dolore, però, che cercava di non far trasparire troppo all'esterno.

Di contro, sul lavoro, Fabrizio era una persona positiva. Artigiano nel senso più pieno del termine, innamorato del proprio lavoro, da qualche anno si era gettato con entusiasmo nell'avventura delle nuove tecnologie legate all'ambiente. Come il fotovoltaico e l’energia pulita. Un affare da un punto di vista prettamente imprenditoriale, ma anche uno stile di vita che condivideva. E con cui aveva trovato un punto di contatto con Alice, che a sua volta gestisce un negozio di prodotti per cani sulla via Sarzanese.

Nella sua vita, però, non c'era soltanto il lavoro. Fabrizio Del Soldato aveva infatti trovato un equilibrio fra la propria attività imprenditoriale, gli affetti familiari e il piccolo mondo che gli ruotava intorno. Un mondo che spesso si identificava con il suo paese, Quiesa, dove abitava nella sua casa al numero 209 di via Pietra a Padule proprio di fianco a quella dei genitori (e non lontana da quella del fratello). Qui, infatti, si impegnava nel mondo del volontariato. E qui, soprattutto, era entrato nella banda del paese, la Filarmonica Pacini e il gruppo folkloristico La sorgente. E c’è da scommettere che tutto il paese si stringerà intorno ad Alice e al resto della famiglia in questo momento di lutto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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