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Gli stranieri sono i più esposti La metà ha l’incubo dell’affitto

Gli stranieri sono i più esposti La metà ha l’incubo dell’affitto

LUCCA. Mancanza di lavoro e di un’abitazione di proprietà. Sono questi i due principali problemi che si trovano ad affrontare gli stranieri che si rivolgono ai centri d’ascolto della diocesi. Persone...

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LUCCA. Mancanza di lavoro e di un’abitazione di proprietà. Sono questi i due principali problemi che si trovano ad affrontare gli stranieri che si rivolgono ai centri d’ascolto della diocesi. Persone che spesso sono addirittura più esposte degli italiani, se si pensa che il 77,05% di loro è alla continua ricerca di occupazione a causa della debolezza delle posizioni contrattuali che vengono stipulate di volta in volta.

E queste difficoltà si ripercuotono a cascata sull’intero assetto economico della famiglia che nella maggior parte dei casi porta alla morosità nel pagamento dei costi legati all’abitazione e al progressivo assottigliamento di quelle risorse che dovrebbero essere utilizzate per il reinserimento della persona. Un circolo vizioso che è molto violento nella maggior parte dei casi e porta a esaurire in breve tempo anche gli eventuali risparmi accumulati in passato.

È in questi casi che la condizione di povertà rischia di protrarsi anche per intervalli molto lunghi. Le situazioni poi sono spesso complicate dalla necessità di pagare l’affitto per l’abitazione. Un’esigenza che ha il 53,72% degli stranieri che si rivolgono ai centri d’ascolto, mentre gli italiani si fermano al 37,89%.

Così tante persone si trovano costrette a ricorrere all’ospitalità di parenti e amici (16,64%) o addirittura non riescono a disporre di una situazione alloggiativa minimamente stabile (7,89%).

Infine i rapporti familiari. Perché avere figli purtroppo è uno dei fattori che espone ancora di più ai processi d’impoverimento. Solo il 28% delle persone accolte non ha figli e le difficoltà maggiori sono avvertite dalla popolazione straniera (74,02%) che in alcuni casi ha figli residenti nel paese d’origine e deve quindi provvedere al loro mantenimento, oltre che al reperimento delle risorse necessarie per vivere in Italia (circa il 30%).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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