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Trova tremila euro e chiama il 113
Gesto di onestà dell’imprenditore Verano Bertagni Il denaro era dentro una borsa lasciata a un distributore
PIEVE FOSCIANA. Quasi si stupisce di tanta attenzione, di finire sulle pagine dei giornali per un gesto che considera più che normale. «Non mi sarebbe venuto dal cuore a prendere quei soldi, mi sarei sentito male».
Verano Bertagni, titolare dell’omonimo caseificio di Pieve Fosciana, venerdì mattina a Livorno si è reso protagonista di unbel gesto di onestà: ha ritrovato una borsa con dentro quasi tremila euro in contanti, oltre a carte di credito e assegni, e non ci ha pensato su due volte: ha chiamato il 113 e poco dopo è arrivato il legittimo proprietario, che lo ha ringraziato a lungo.
«Niente di speciale - racconta Bertagni -. Erano circa le 13 e con il furgone dell’azienda stavo effettuando le consegne. Sul lungomare - stavo andando verso Rosognano - mi sono fermato a fare benzina a un distributore self service e ho notato quella borsa. L’ho aperta, ho visto che c’era un portafogli pieno di soldi, oltre ad assegni, carte di credito e altri documenti».
Bertagni non ha avuto dubbi: ha chiamato immediatamente il 113 e poco dopo è arrivata una volante. Mentre gli agenti effettuavano i primi accertamenti, al distributore è sopraggiunto un uomo di 43 anni in scooter, assicuratore, che aveva smarrito la borsa e stava facendo la strada a ritroso nella speranza di ritrovarla.
Figuriamoci il sollievo dell’uomo nel vedere che tutto era intatto.
«Si lavora tutti - dice Bertagni - e questo è un periodo già abbastanza duro di per sè, l’idea di prendere quei soldi e andarmene non mi ha neanche sfiorato. Altrimenti saremmo tutti dei furbetti e non è proprio il caso».
«Oltre tutto - aggiunge - so che significa un episodio del genere, è successo a mia madre durante una gita a Roma e lei è stata meno fortunata perchè per posta ha riavuto solo la borsa e i documenti, ma non i soldi che si era portata dietro».
Restituiti borsa e denaro, Bertagni ha ripreso il suo giro di consegne, che va da Avenza a Rosignano e poi nell’interno a Pontedera, Cascina e Altopascio. Un formaggio che ha portato bene all’assicuratore livornese.
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