Il Tirreno

Lucca

Liti tra coniugi o vicini e 447 volte in 7 mesi si chiama la polizia

di Luca Tronchetti
Liti tra coniugi o vicini e 447 volte in 7 mesi si chiama la polizia

Crescono egoismi, intolleranza, difficoltà nei rapporti e gli agenti diventano anche dei mediatori familiari

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LUCCA. Quasi due ore al giorno dedicate esclusivamente a dirimere le liti tra coniugi separati o in via di separazione con figli minori contesi che spesso diventano ostaggio dei loro genitori, tra vicini di casa e condomini intolleranti a rumori notturni, pani stessi ad asciugare, vasi di fiori da annaffiare, animali più o meno domestici e tra automobilisti indisciplinati per motivi legati alla viabilità. E poi ancora interventi per calmare gli animi agitati di rivali in amore, per fermare giovani, adulti ed extracomunitari dediti all’alcol e - oggi più che mai a causa della crisi economica - per placare i dissidi tra dipendenti e datori di lavoro e calmare i parenti degli anziani inviperiti dalla possibile «ingerenza» della badante di turno sul patrimonio del pensionato vicino al trapasso. I dati sono impressionanti e impietosi e testimoniano un degrado sempre più crescente all’interno della cosiddetta società del benessere con un tasso di sopportazione sceso ai minimi termini assieme alla convivenza civile, all’educazione, all’altruismo e alla generosità. Una società imbarbarita dall’egoismo che preferisce sfogarsi sui social network piuttosto che aprirsi a chi ti sta accanto.

Numeri da capogiro. 447 interventi dal primo marzo ad oggi (2 al giorno di media, il 10% della normale attività) per opere di mediazione con gli agenti che si trasformano in assistenti sociali. Gli agenti della volante - diretti dal dottor Leonardo Leone - impiegano in media 50 minuti per far tornare il sereno (almeno in apparenza) dopo un alterco in famiglia. Molto meno per placare gli animi di extracomunitari un po’ su di giri. «Quando sentono la sirena e arriviamo in divisa si sono già calmati».

Tipologie di reato per ogni zona. Nel centro storico prevalgono le chiamate alla centrale operativa per il disturbo alla quiete pubblica e per le risse tra giovani nelle vicinanze dei locali nelle sere d’estate o nelle notti invernali. Il quadro è presto detto: 19 liti familiari, 14 interventi per minacce, 19 per rissa e uno solo per divergenze tra condomini. Nella zona sud (S. Concordio, S. Anna e S. Donato) la più popolata del comune prevalgono, neanche a dirlo, le liti condominiali (26) e quelle familiari (37) mentre le risse tra giovani o immigrati sono assai meno frequenti (7).Nella zona nord (San Marco, San Vito, Monte S. Quirico, San Filippo) si accapigliano spesso tra coniugi e parenti per ragioni spesso legate agli alimenti ai figli, a questioni ereditarie o al mantenimento degli anziani. Ben 52 gli interventi della volante in 7 mesi con 16 chiamate in relazione a minacce tra vicini di casa o conoscenti.

Bambini soli. I poliziotti hanno un anima e un cuore. E molti di loro non riescono ad abituarsi a scene che si ripetono sempre con maggior frequenza. Marito e moglie che litigano furiosamente e chiamano la volante perché non si trovano d’accordo su chi deve tenere il figlio - che si adolescente o in tenera età - nel weekend. «Rappresentano un intralcio alla loro libertà e non riescono ad accorgersi che sono soli e soffrono le pene dell’inferno. Scene che fanno riflettere».

Gratificazioni. Accade di tanto in tanto che qualcuno si ravveda. Capisca di aver sbagliato. «Di recente siamo intervenuti per riappacificare due automobilisti che avevano discusso con toni accesi su una mancata precedenza. Qualche giorno dopo ci è arrivata una lettera. L’aveva spedita l’automobilista che, accortasi di aver ecceduto, si scusava e si complimentava con noi per la sensibilità e la professionalità dimostrata. Gratificazioni capaci di farci superare le tante difficoltà quotidiane».

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