Il Tirreno

Lucca

«Subito la New-Co per dare un futuro ai lavoratori dell’Alce»

L’altra sera si è tenuta un’assemblea con tutti i lavoratori dello stabilimento Alce di Bagni di Lucca , per illustrare il documento siglato in Provincia alla presenza delle cariche istituzionali,...

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L’altra sera si è tenuta un’assemblea con tutti i lavoratori dello stabilimento Alce di Bagni di Lucca , per illustrare il documento siglato in Provincia alla presenza delle cariche istituzionali, il sindaco di Bagni di Lucca, delle organizzazioni sindacali di categoria Fistel-Cisl e Slc Cgil di Lucca e la rsu di fabbrica, riguardante gli impegni già sottoscritti precedentemente dalla proprietà Alce, in merito alla realizzazione della centrale a biomasse e quindi il futuro del sito di Bagni di Lucca.

Parziale soddisfazione e un cauto ottimismo sul documento siglato, espresso da tutti i lavoratori in assemblea, ribadendo nuovamente la «limitata affidabilità mostrata da questa proprietà in questi ultimi due anni, malgrado gli impegni o accordi sottoscritti in tutte le sedi».

«Come Fistel-Cisl - dice il sindacalista Fontanini - speriamo che questo documento sia finalmente il lasciapassare finale alla realizzazione della centrale a biomasse e che dagli studi, verifiche con montagne di carta si passi alla concretezza.

« Quindi, subito la costituzione della New-Co entro il mese di settembre, per permettere la riconversione del sito Alce e garantire ammortizzatore sociali per tutti i lavoratori e scongiurare i licenziamenti al 31 dicembre 2012.

« Sarebbe una boccata d’ossigeno di prospettiva, vitale per tutti i lavoratori del sito e per il territorio stesso. Sono già più di tre anni - ricorda Fontanini - che i dipendenti Alce si trovano in cassa integrazione a singhiozzo a zero ore, con retribuzioni che oscillano tra i 700 e gli 800 euro e la realizzazione della centrale, comunque, prevede tempi lunghi che si aggirano intorno ai 24 mesi. La strada è ancora lunga, quindi non possiamo più permetterci di perdere altro tempo prezioso, per tutti i lavoratori del sito in primis e per l’economia del territorio.

«Un territorio questo - conclude l’esponente della Fistel Cisl - che in questi ultimi anni causa la crisi, ha perso definitivamente pezzi produttivi importanti in tutti i settori con effetti pesantissimi occupazionali».

Adesso per i lavoratori si tratta quindi di capire quali saranno le prossime mosse e soprattutto se l’iter per l’impianto potrà procedere senza ulteriori ostacoli.

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